29
Mar 07

Era l’estate …

Estate 1997.
Mi è venuta in mente per colpa sua.

Era l’estate in cui mi stavo avvicinando a grandi passi verso i 18 anni ed ero in vacanza studio in inghilterra nella ridente cittadina di Eastbourne.
Era l’estate in cui a casa ad aspettarmi c’erano un biglietto per il concerto degli U2 a Reggio Emilia, regalo dei miei per l’imminente compleanno e un ragazzo che di lì a pochi mesi sarebbe diventato il mio primo amore.
Era l’estate in cui non c’era Ipod ma ancora un’indistruttibile walkman in cui finivano a rotazione i Casino Royale (CRX) , Modena City Ramblers, Metallica (black album), Smashing Pumpkins ( mellon collie and the infinite sadness), U2 e Village People (chissà perchè i Village People finiscono sempre per marchiare indelebilmente un’estate della propria gioventù…).
Era l’estate in cui dovevo esibire la carta di indentità per comprare le John Player Special e in cui bere una birra in barba alla legge inglese rendeva quel boccale ancora più gustoso.
Era l’estate in cui senza saperlo avevo un taglio di capelli identico a circa l’80% delle ragazze svedesi in vacanza studio nella zona e in cui non sono mai stata riconosciuta come italiana.
Era l’estate in cui ho fatto spesso finta di non capire l’inglese, in barba alle ore passate a chiacchierare in fluente english style, quando mi venivano fatte domande su un sospetto e proibitissimo inciucio che avevo/non avevo con uno dei tutor inglesi.
Era l’estate in cui sono sopravvissuta grazie a zio McDonald’s e rimpiangevo ogni sera una sana pasta al pomodoro.
Era l’estate in cui avevo fatto amicizia con uno dei centralinisti inglesi che gestivano e passavano le telefonate a carico del destinatario (ossia i miei genitori).
Era l’estate in cui risvegliandomi dopo un potente pisolino schiacciato sotto al sole a Hyde Park, mi sono ritrovata insieme a tutte le donne a passeggio nel parco ad ammirare dei notevoli spazzini a torso nudo con in testa Etta James che cantava “I Just Wanna Make Love to You”.

Era l’estate in cui tutto sembrava essere splendido, nuovo, bellissimo e tutto esattamente come volevo…

on air: U2 - If God will send his angels

by Pannasmontata | Trackback | 7 comments
5
Jun 06

Ah! Il matriagio!

categoria: Vita da panna, Viaggi

Il matriagio già … come disse Martin Short, non mio ,badate, ma quello di mio cuggino (il più grande dei tre).
Per questo motivo mi sono volatilizzata in questo lungo week end. Venerdì mattina, dopo una nottata in un comodissimo vagone letto (…) ho rivisto finalmente la terra de lu salentu :love:
porto badisco Tempo di fare i saluti di rito a mezzo parentado io, i miei fidi cuginoni Luigi e Paolo e Susy, la donna di quest’ultimo, siamo fuggiti cercando di rincorrere il sole che veniva pericolosamente coperto da nuvoloni color pece.
Così siamo finiti a Porto Badisco dove sotto gli sguardi sarcastici e increduli mio e di Susy i baldi gggiovani si sono buttati in acqua.
Dal colore che si avvicinava ad affascinanti sfumature bluastre-violacee della loro pelle abbiamo supposto che l’idea di evitare il bagno non era poi così tanto malvagia.
In compenso abbiamo ben pensato di andare a riscaldarci pranzando con fiumi di vinello bianco e pesce di ogni genere e sorta.
Via quindi di cozzata cruda e cotta, alici marinate, fritture ed insalate di calamari e paste di ogni tipo.
Insomma ci siamo sfondati come caimani.
porto badisco
Una volta messo a tacere lo stomaco siamo partiti di nuovo sempre nell’intento di battere sul tempo le nuvole che sopragiungevano minacciose.
Così , aliticci e sazi, ci siamo spinti a sud fino a sostare a Porto Miggiano dove abbiamo digerito con calma il pranzo per un paio di orette … leggasi ci siamo spalmati sugli scogli al sole a mo’ di pelle di leopardo. A quel punto un bagnetto sotto il sole cocente me lo sarei anche fatto, se non fosse stato per il fatto che avevano avuto la stessa idea anche dei branchi enormi di meduse! :eek:
Recuperato uno stato di semi coscienza siamo ripartiti verso Santa Maria di Leuca ultima tappa della giornata.
La sera poi è stata la volta della cenona familiare pre matrimonio durante la quale abbiamo dato il colpo di grazia ai nostri apparati digerenti fino a collassare sul letto, per un sano riposo pria della grande giornata.
Sabato mattina : il matriagio!
Mio cugino era in splendida forma nonostante dalla regia mi abbiano informata del fatto che il neo sposo è stato lasciato in mezzo alla tangenziale alle 3 di notte in mutande sotto la pioggia in evidente stato di alcoolizzamento pesante :asd:
Non pensavo di emozionarmi e commuovermi ma vedere mio cugino con una faccia raggiante e luminosa all’altare mentre guardava la sua amata arrivare mi ha fatto venire uno “sciopone” nel cuore.
Mi sono sentita contemporaneamente un pò cugina, un pò sorella di Marco. Effettivamente con me si è sempre comportato come un fratello maggiore e ne abbiamo passate parecchie insieme in tutti questi anni.
Così mentre Susy cercava di far mente locale sulla marea di parenti presenti in chiesa io mi guardavo il cuggginone pensando che “solo” qualche anno fa mi scarrozzava in giro per la Specchiulla sulla canna della bici… beh che volete! Sono una sentimentalona io! :stordita:
Passata la cerimonia è stata la volta del ricevimento e del pranzo … altra scofanata titanica di pesce in tutte le salse e forme possibili, intervallata dagli improbabili brindisi di Luigi in onore degli sposi e numerose pausa sigaretta in giardino insieme all’allegra banda sopra citata ripescando dai cassetti della memoria incredibili aneddoti della nostra infanzia e impegnandosi a rendere onore ai vini offerti dalla casa.
Verso le 7 di sera si è abbandonato il campo di battaglia con l’intento di ritrovarsi dopo cena…
… ore 22.00 … dei 4 baldi giovani non si ebbe più notizia… tutti rigorosalmente spalmati a letto vittime dei festeggiamenti…:look:
otrantoSabato mattina dopo quasi 12 ore di sonno filate io e la mater abbiamo lasciato l’albergo e aspettando che il baldo fiore di loto di Paolo si svegliasse dal coma siamo andate a farci un giretto (solo per la 1344° volta) nel centro di Otranto. Come si può notare dalla foto (fatta col cellulare ieri mattina) il mare era molto invitante, il sole caldo e potente come solo al sud si trova … ed è così che la pannina insieme al resto della ciurma strappata dalle braccia di Morfeo si è spalmata nuovamente in spiaggia (oramai la posizione orizzontale ci riusciva particolarmente bene!) … ed è sempre così che mi sono arrostita in due ore come un’aragosta! :cry: (mandando in fumo i miei piani di muovere a compassione di professori durante gli esami con un bel colorito cadaverico ed aspetto emaciato …sembra che mi sia fatta due settimane alle maldive!).
Stoici (o stupidi) come sempre l’allegra combriccola si è anche cimentata in una nuotata (per me è stato il primo bagno di stagione!) rischiando fra le altre cose un arresto cardio circolatorio causa temperatura proibitiva dell’acqua!
Per fortuna che ad un certo punto il vento ha girato in tramontana e si è annuvolato tutto facendoci sloggiare dalla spiaggia sennò a questo punto stavo nel reparto grandi ustionati di Lecce!
Ovviamente si è fatto un ultimo giro si prelibatezze (arancini, focaccine, frise e mozzarelline) per un ultimo aperitivo prima di riprendere il treno e tornare nella nordica Tergeste.
Stamattina sono sbarcata dal treno in tipica modalità vacanziera, ancora con infradito ai piedi, jeans alla Sampei, sabbia fra i capelli e profumo di mare (avendo fatto una traiettoria quasi diretta spiaggia->treno senza fermarmi al via) alla faccia di una Trieste che alle 10 di mattina era nel pieno fermento lavorativo del lunedì mattina.
Che dire, erano quasi 7 anni che non tornavo in salento e mi si sono accesi tantissimi ricordi come sempre.
Ogni volta che comincio a vedere fuori dal finestrino del treno bouganville, uliveti sconfinati e quel terriccio rosso tipico mi si apre il cuore, è come se tornassi a casa.
Il cuore mi si rilassa accordandosi ai pigri e piaciosi ritmi del sud e sentirmi parlare con quella cadenza un pò petulante e grintosa, con desinenze tutte in “u”, mi sembra tanto normale quanto sentire il “come xè” qua a Trieste.
In più tornare nel salento vuol dire sempre tornare in famiglia, rivedere parenti, amici, risentire le vecchie storie, scoprirne di altre, ritrovare le stesse cose, gli stessi luoghi, lo stesso clan familiare a cui oramai, nonostante tutto, mi sento tanto legata.
E se va tutto bene mi sa che ci torno di nuovo questa estate :roargh:
E ora torniamo sui libri …. :cry:

on air : Fabrizio de Andrè - Creuza de ma

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12
Feb 06

Wassuuuuup

categoria: Pensieri, Viaggi

Ok teoricamente dovrei essere già a letto, nella realtà sono qua a sbimbinarmi come al solito aspettando che il sonno mi dia la mazzata finale.
Nel frattempo, come spesso mi capita durante questi “tempi morti”, mi sono riguardata le foto e i filmati del viaggio in america.
Ragazzi, se potessi tornerei subito!
E se solitamente ho le bave di tornare a San Francisco, città che in fondo mi ha rubato un pezzettino di cuore, oggi invece sento particolarmente la mancanza di Portland.
sonno Sarà che ci abbiamo ritrovato un pò qualcosa di Trieste nel suo essere a misura d’uomo (e dire una cosa del genere di una città americana ce ne vuole..), nel suo essere tranquilla, insomma una città che senza troppe pretese si fa amare subito.
Soprattutto per la grande tradizione musicale che ha.
Mai visto tanti negozi di musica così dannatamente ben riforniti e ancor di più è piena di vita musicale.
Ecco il posto in cui tornerei subito è il Jimy Mak’s.
D’altra parte come si fa a non amare un posto accogliente, con gente simpatica e alla mano, un menu a base di cucina greca e musica di qualità praticamente ogni sera?
Insomma è un piccolo paradiso.
Al Jimy sembra di entrare a casa di amici che gentilmente ti danno da bere e mangiare e ti mettono comodo per gustarti due ore di sana goduria sensoriale musicale.
Ecco c’è da dire una cosa degli americani : avranno 1200 difetti e contradizioni eppure hanno un gran senso dell’ospitalità.
Da San Francisco a Portland, dall’areoporto di Atlanta al diner di Coos Bay non c’è stato posto in cui ci abbiamo accolto in modo caloroso, all’americhena what’s american boy.
E devo dire che un nostro motivo di vanto, almeno dal punto linguistico, è che in molte occasioni neanche si erano accorti che eravamo turisti non americani.
L’unica cosa che nessuno capiva mai era quando chiedevo un succo di frutta…cazzarola va bene che siamo nella patria della coca cola e di Jack .. ma quando uno dice orange/fruit juice è tanto difficile capirlo!?:scratch:

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25
Nov 05

casa è….?

categoria: Pensieri, Viaggi

Eh già…ognitanto riciccio fuori a tradimento.
Ultimamente ho tempo a malapena per seguire i miei stessi pensieri per cui il blogghino è stato trascurato un pò.
Pensieri che ogni giorno si susseguono diversi e imprevedebili.
L’altro giorno , durante l’unico momento in cui mi attacco alla tv (alias dalle 8 alle 9 di sera per vedermi everwood) mi è capitato di vedere una pubblicità.
Se non erro si tratta di un qualche prodotto della sony, un monitor o tv mi pare..quello con le mille palline colorate che rotolano e svolazzano per le strade…ecco quelle strade sono quelle di S.Francisco…e alla primissima immagine ho esclamato con l’entusiasmo di una bambina di 5 anni “oh! E’ Frisco!” con seguente sguardo di mia madre che trapelava un ben chiaro “embeh?!”.
Cavoli mi manca quella città … non pensavo ma ha rapito un pezzettino del mio cuore.
Così è un paio di giorni che spesso mi fermo a ripensare alla vacanza negli states e a questa strana città che paradossalmente mi ricorda tanto Trieste.
Sarà per il fatto che entrambe hanno due caratteri molto particolari, quasi due facce che convivono abbastanza pacificamente e paradossalmente in totale indifferenza l’una verso l’altra.
Entrambe riservano forti contrasti interni anche se diversi fra loro (beh per ovvi motivi!) ma questa ambivalenza mi conquista sempre di più.
Anni fa ero convinta che me sarei andata prima o poi da Trieste, provavo quasi fastidio verso questa città chiusa, un pò scontrosa, legata quasi morbosamente alle proprie tradizioni e alla propria individualità … oggi con occhi miei la guardo e la adoro sotto sotto e la odio.
Il classico amore-odio che so difficilmente mi permetterà mai di staccarmi da questa città.
E poi vai a finire a migliaia di chilometri di distanza, sorvoli mari ed oceani e riesci a trovare lo stesso senso di familiarità e di pace.
Non ho viaggiato molto ma non mi era mai capitata una sensazione simile, nemmeno luoghi della mia infanzia in italia riescono a farmi stare così bene come lo sono stata fin dal primo giorno a San Francisco … paradossale no?

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12
Sep 05

Power mode on

categoria: Pensieri, Viaggi

Oramai il fuso orario è stato quasi addomesticato, il tran tran quotidiano è rientrato e pieno ritmo a lavoro.
Solitamente quando si torna da una vacanza che è stata particolarmente in grado di far staccare la spina dai soliti problemi, pensieri, faccende di tutti i giorni, il ritorno alla vita normale rappresenta una sorta di trauma.
Stranamente questa volta non è così per me.
Questa vacanza mia ha letteralmente rigenerata e mi ha dato una cifra di entusiasmo e voglia di fare.
Ho voglia di fare preparare bene gli esami che mi aspettano, sono curiosa di vedere quali nuovi corsi cominceranno quest’anno, ho una voglia matta di ributtarmi a capofitto nel canto e nella musica, sento la necessità e la voglia di riprendere a fare un pò di sano sport.
Per chi mi conosce bene parole di questa portata potrebbero causare un collasso … effettivamente sono frasi ed intenti che solitamente non risiedono spesso nel vocabolario della pannina, eppure è così!
Alla fine questa “scampagnata” negli States mi ha aperto gli occhi su un pò di cosine che mi hanno dato un ottimo input per riprendere in mano le mie cose con uno spirito diverso.
A proposito della vacanza…non mancherò di parlarne e raccontarvi un pò tutto ciò che ho visto e fatto! Solo vorrei far passare un pò la “nausea” da racconto-post-vacanze che ho in questo momento.
Ovviamente tutti chiedono tutto, vogliono sapere tutto e i racconti dell’esperienza si ripetono più e più volte sempre più scarni … al primo amico che incontri appena tornato racconti tutto fino a fargli girare la testa,col secondo magari già cominci a saltare qualche particolare, ai parenti racconti l’essenziale, ai conoscenti riduci le informazioni all’osso fino ad essere quasi stanco di sentire te stesso ripetere sempre le stesse cose.
Inoltre ci sono ancora alcune cose che ho piacere a rivedere e riconsiderare nei miei pensieri, ho ancora bisogno di coccolarmi un pò fra me e me alcuni ricordi ed esperienze … ma ciò non toglie che presto risputerò anche qua tutti i particolari :smile2:
Tra un pò vado a fare pappe e dopo riprenderò in mano i libri per cercare di organizzarmi il piano di studi per questi 2-3 esami che mi attendono a breve.

Speriamo solo che questa botta di entusiasmo mi duri il più possibile!! :sperem:

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