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Jul 07

Certe notti … a sorpresa

Ognitanto se ne vengono fuori delle serate così… dal nulla… da nessuna aspettativa… se ne escono da qualche misterioso anfratto e ti sorprendono come una goccia di acqua ghiacciata sul collo.

Appuntamente al Tergesteo per la solita milonghetta del sabato sera. Arrivarci sembra tuttaltro che impresa da poco.
Trieste ieri sera sembrava essersi fatta una dose titanica di anfetamine! Gente, gente, gente in ogni dove, da ogni dove, verso ogni dove. Non credevo che questa città potesse contenere tanta gente.
Sembrava di stare in uno degli ultimi schemi dei Lemmings, quelli cazzutissimi con centinaia di esserini che vagano su e giù ad libitum senza una meta e che tu devi indirizzare verso l’uscita. Un delirio!
La mitica notte dei saldi, negozi aperti in centro, concertini in ogni piazza, pazzi scatenati che si lanciavano in mountain bike truccatissime per rampe stortissime in piazza Unità, baracchini in ogni dove, gente sbronza, gente allegra, gente in preda a crisi di agorafobia, gente persa, gente che si ritrova, gente che cerca disperatamente un parcheggio … come la sottoscritta!
Quaranta minuti di grand prix con la bava alla bocca alla ricerca di un buco, con il segreto desiderio di avere sotto al sedere un monster truck invece della mia scassatissima 206…
Con nonchalance parcheggio in mezzo a piazza ponterosso, in una posizione che in condizioni normali mi farebbe guadagnare una multa quintupla con salto carpiato e la decurtazione di qualche decina abbondante di punti dalla patente ma non ieri sera … e anzi posso addirittura permettermi di chiudere la macchina con calma, sistemarmi il vestito e sfilare con passo felino davanti ai vigili senza ritorsioni di sorta.
Arrivo al Tergesteo, cambio veloce di scarpe, ingollo uno spritz al volo e via alle danze.
C’è anche un discreto pubblico stasera che accerchia i ballerini con curiosità e sospetto, c’è anche chi scatta fotografie con la stessa morbosità di chi si trova allo zoo davanti al rarissimo procione indiano bianco della papuasia…
… e questo non fa che aizzare l’ego subdolo dei tangueri che si esibiscono in figure quanto mai azzardate per un ambiente milonguero di questo genere.
In un paio di occasioni non riesco a trattenere dei ghigni sguaiati e mi odio per questo (ma anche no… in fondo in fondo invece mi amo per questo!!)
La serata continua con un intervallo con gli occhi, le orecchie e il cuore incantati su un bandoneon, risvegliati bruscamente da un invito per un tango di cui avrei fatto volentieri a meno.
Nei momenti di stanchezza ci si butta all’esterno per fumare una sigaretta e l’aria elettrica della città invasata risveglia immediatamente i sensi … dannazione, meglio di un redbull!!
E allora via ancora a ballare, bere, chiacchierare e… incontrare la mia insegnante di canto!
Momento di titubanza, non sono neanche sicura che mi riconosca o che si ricordi di me, dopo tutto sono passati alcuni anni dall’ultima volta che si siamo viste.
Invece si ricorda benissimo e rigonfia senza limiti il mio ego facendomi un sacco di complimenti per le mie doti canore e il mio famoso falsetto alla Joni Mitchell che a lei tanto piaceva.
Scambio di numeri di cellulare, la promessa di risentirci e di andarla a sentire cantare la prossima settimana.
Che lei sarà si strana, particolare, fuori dalle righe ma quando canta ti apre le porte ad un mondo a parte e di un viaggio simile ne ho proprio bisogno!

All’improvviso una domanda: “scusa … ma sei pannasmontata?”
Mi giro. Guardo.
Ok. Panico. Smarrimento. Curiosità.
Non oso pensare a che faccia devo aver fatto, perchè in situazioni simili, mio malgrado, so di esibirmi in faccioni da circo .. meglio non sapere.
Domande in sequenza nella mia testolina : che cosa ho fatto? e mo questa chi è? vuole un autografo? mi dirà che uno dei miei template è esploso facendole detonare il monitor e che ha perso 5 anni di bloggate?
E invece si rivela una piacevolissimo incontro fra bloggers-tanguere!

Comincia a farsi tardi e nella città che pian piano si sfolla ci si dirige a casa … il resto è notte per pochi … ma nostro signore dei saldi di Intimissimi è stato ringraziato a dovere…

by Pannasmontata | Trackback | 5 comments
10
Apr 07

Giornate

categoria: Pensieri, Trieste

Ci sono quelle giornate, come oggi, in cui vaghi per la città come se non fosse la tua città.
Come se non fosse quel crocevia di strade e facce che hai amato, odiato, sopportato, cercato, allontanato e ripreso in tutti questi anni.
Come se fossi un turista che guarda con fare distratto un ambiente che con i suoi rumori, odori, le sue storie non riesce a catturare veramente la sua attenzione.

Ci sono quelle giornate in cui le parole con un’amica non riescono a fare uscire quello che hai dentro, non riescono a toccarti veramente, non riescono a fermarti dal vagare con la testa dai tuoi pensieri che si muovono confusamente come foglie al vento.
Quelle giornate in cui hai orecchie alla ricerca di pensieri e parole che nessuno sembra avere.
Quelle giornate in cui nessuno sembra avere orecchie per ascoltare quello che hai da dire.

Ci sono quelle giornate che senza dir nulla regalano un tramonto grande, silenzioso, fugace, che ti rapisce e ti sorprende, con cui condividi un momento di silenzio che tutti sembrano avere sempre necessità di riempire.

Ci sono quelle giornate in cui hai il bisogno di gesti lenti, di occhi che ti guardando dentro e che ti vedono realmente per quello che sei e non per quello che vogliono vedere.

Ci sono quelle giornate in cui ti senti sola.

on air: Tori Amos - Indian Summer

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20
Apr 06

Mare

trieste mare Oggi finalmente ci è stata regalata una signora giornata: sole caldo, profumo nell’aria, voglia di togliersi definitivamente ogni tipo di giacca.
Che dire, non ho resistito, ho abbandonato sulla scrivania le tavole e sono uscita, benzina in auto e macchina fotografica in mano.
Come al solito mi sono regalata una costiera sgombra di macchina che ogni volta offre il meglio di Trieste con le sue pareti scostanti e rocciose e un mare particolarmente calmo oggi, che accoglie chi arriva e accompagna chi parte.
Ognitanto mi chiedo come farei, se mai riuscissi a vivere in una città che non ha il mare a 2 passi come qua.
Come farei in giornate come queste? Come potrei cercarlo ogni volta da un lato diverso?
Spavaldo e trionfante davanti Piazza Unità, accogliente sulla costiera, lontano e timido dal carso…con quel suo profumo che sta già cominciando ad impadronirsi della città in queste giornate calde.
Ho bisogno del mare perché m’insegna:
non so se imparo musica o coscienza:
non so se è onda sola o essere profondo
o sola roca voce o abbacinante
supposizione di pesci e di navigli.

P.Neruda - El Mar

On air : Danilo Rea & Roberto Gatto - Let it be

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