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Nov 07

Bestiario tanguero #2

Ognitanto ricevo qualche segnale di vita da G. che, beata lei, mi scrive da oltre oceano, dalla terra in cui splende sole, caldo e tango!
Le rispondo felice di sentire il suo entusiasmo e con un pizzico di invidia … che noi qua siamo ancora alla ricerca di bei tanghi, ballerini decenti e milonghe non rubate ai bar…
E ripensando alla situazione tanguera nostrana non poteva non venirmi in mente di riprendere il mio bestiario tanguero, lasciato incompleto tempo fa e ripreso in mano oggi per la gioia di grandi e piccini.
Un bestiario che, nonostante io balli da neanche un anno, si sta riempiendo sempre di più di interessanti e curiosi casi di studio.
Se l’ultima volta ho svelato gli altarini del tanguero in pista, impegnato a trasudar tango y pasion da ogni poro, oggi tocca al tanguero a bordo pista, ossia il tanguero visto e analizzato durante il rito più delicato e controverso del tango: l’invito.

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Oct 07

Diciamo la verità…

Vabbeh lo ammetto.
Sta notizia del pupo in arrivo da amici mi ha fatto riflettere.
No! Non voglio un pupo … tranquillizziamo immediatamente gli animi, però dopotutto è vero che c’è un momento nella vita di una donna in cui l’idea astratta del pupo si fa decisamente meno nemica del solito.
Non capita a tutte ma a molte si, anche sentendo amiche mie.
Te ne accorgi quando appunto le notizie di coppie di amici che aspettando un bimbo ti riempiono di gioia e non pensi per loro “oh poveretti!” o quando cominci a guardare il tuo ragazzo/moroso/marito in maniera diversa…
Lui difficilmente lo nota, anche perchè questo tipo di pensieri, almeno all’inizio, sono silenziosamente striscianti nel sottobosco neuronale di lei, ma lei lo guarda, di sottecchi, mentre lui sta spippolando sul computer, quando sta saccheggiando il frigo, quando lavora o quando esce trionfantemente maschio dal bagno dopo la sua seduta quotidiana e magicamente se lo immagina nelle vesti di ipotetico padre.
Solitamente immaginare il proprio orso casalingo alle prese con pannolini, giochi, pupù varie e carrozzelle scatenerebbe in lei una risata tale da rischiare di soffocare o farebbe venire un brivido di terrore dal coccige fino alla nuca … ma il potere dell’ormone femminile è anche questo: dipinge di rosa tutto quanto e te lo vedi mentre gioca con il pupetto tutto felice o mentre gli dà il bacino della buonanotte.
E ti sembra la cosa più tenera del mondo e pensi che si, in fondo lui, che lascia sempre la tavoletta del cesso alzata, che dove passa lascia una scia di caos e terrore a mo’ di Attila, che per cucinare inzozza tutta la cucina manco gli fosse esplosa la pentola, lui che si gongola dei suoi rutti fantozziani, sarebbe un padre splendido, pieno di premure, magari sicuramente un po’ maldestro ma decisamente papà!

E poi .. poi … pensi al tuo senso materno. Che non hai.
Pensi ala fatto che hai pensato a erano brutti i bimbi appena nati che hai visto e che c’è chi ha impiegato nove mesi per ottenere quelle cose.
Ti immagini immersa di pannolini, strilli e urla, notti insonni, cacca, pupù e pipì e ti rendi conto che potresti essere un pericoloso ibrido fra Miranda e Samantha di Sex & the city (chi ha visto quelle puntate sa cosa intendo…).
Ti rendi conto che questa che ti è presa è solo un’altra strana ondata ormonale che scavalcherai come tutte quelle precedenti (ne sopporti almeno 4 ogni mese..che sarà mai un’altra?)
Ti rendi conto che alla fine, se anche fosse veramente il tuo più profondo desiderio, ti manca la materia prima (l’uomo).
Ti rendi conto che alla fine è meglio fumarsi una sigaretta, prendere le scarpe e andare a lezione di tango..che è meglio…

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Oct 07

Something in the way…

C’è veramente qualcosa che sta cambiando in te se, quando un amico ti annuncia che è in arrivo un pupo in casa, ti metti a squittire e saltellare di gioia come un’ossessa con un sorrisone a 54 denti piuttosto che pensare (come capitava fino a qualche tempo prima) “oh cacchio!”.

Ommioddio…

p.s. un abbraccio enorme ai due genitori in progress! gl & hf! ;P

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Sep 07

Sogni

- “pero’ e’ bello sognare, e chissa’ che un giorno .. ”
- “eh … avrei tanti di quei sogni… ”
- “me li racconterai un giorno ? “

Quel giorno alla fine si è perso da qualche parte e non è mai arrivato, però ci penso spesso a quali sono i miei sogni.
Forse negli ultimi tempi mi sono un po’ persa per strada, ho smesso un po’ di ascoltarmi e di capire veramente cosa voglio veramente, di cosa ho veramente bisogno per sentirmi bene e appagata.
Mi sono sempre lasciata un po’ trascinare dagli eventi, dando qualche colpo di reni qua e là per aggiustare il corso delle cose verso una direzione a me più congeniale, ho testato e assaggiato diverse situazioni e diverse cose, ho imparato sicuramente a conoscermi un po’ di più ma penso sia arrivato il momento di prendermi del tempo per ascoltarmi seriamente e vedere finalmente che strada imboccare.
Ho l’occasione di farlo una volta per tutte e ho tutte le carte pronte per qualsiasi cosa. Tutto sta a scegliere la carta giusta. Quella giusta per me.
Quindi quali sono i miei sogni? Per cosa posso finalmente riuscire a mettere da parte la mia cronica insicurezza che alla fine mi blocca sul più bello e dare tutta me stessa?
Sono ansiosa di scoprirlo, di guardarmi allo specchio, occhi negli occhi e dirmi “bene, ci penso io ora a te!”. Lo devo principalmente a me stessa e ad alcune persone importanti della mia vita.
Basta cazzeggiare …

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Aug 07

dubbi amletici

Mi è sempre piaciuto portare la macchina dal meccanico. Non per un masochistico piacere nello spendere decine e decine di euro ma per la sensazione che ho quando rimetto piede nella mia quattro ruote.
Ho sempre la sensazione (n.d.r. direi più illusione) che la macchina vada mooolto meglio rispetto a prima: i freni frenano meglio, lo sterzo sterza meglio, il cambio cambia meglio, la frizione friziona (?!) meglio, insomma mi sembra che la macchina sia più..macchina!
Così oggi, dopo settimane in cui maledicevo in 18 lingue diverse la mia povera 206 per un’aria condizionata che mi ha lasciata in asso (e in una macchina nera quando fuori ci sono 40° non è una bella cosa), per la freccia sinistra che partiva a random quando voleva lei e si spegneva quando voleva lei (non ho assolutamente polso con i miei elettrodomestici & affini … anarchici pure loro) e un tagliando che mi sfidava dal cruscotto ad essere compiuto con quella sua odiosa iconcina da chiave inglese mi sono decisa a portarla per un veloce ricovero.
Risultato di ciò è che ho speso metà dei 20 euro di benzina appena fatta solo per il gusto di farmi venire una broncopolmonite da aria condizionata girando per mari e monti, la leva delle frecce è così dura da sembrare calibrata sul braccio di Hulk Hogan e ho un deodorante per la macchina in più.
Eh già .. il meccanico evidentemente, prevedendo la botta depressiva che avrei accusato davanti al conto totale, deve aver pensato di risollevarmi il morale facendomi trovare in macchina un deodorantino a forma di orsacchiottino.
L’odore che riesce ad emanare quella cosa non si può neanche raccontare.
Il dubbio amletico che mi attanaglia ora è uno.
mi ha regalato quella cosa in quanto:
- voleva farmi notare gentilmente che la mia macchina puzza?
- ha pensato che, dato il numero imbarazzante di pupazzetti disseminati per la macchina, l’orsacchiottino fosse l’unica cosa adatta a venire incontro alla mia maturità emotiva?
- ha avuto un piccolo senso di colpa per la botta allucinante di soldi che gli ho lasciato e sentiva di dover rimediare in qualche modo?

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