E’ un’illusione pensare che siamo noi a scegliere i libri. Sono loro a scegliere noi, sono loro a farsi scegliere e di questo continuo ad essere convinta.
Erano settimane che cercavo disperatamente qualcosa da leggere, qualcosa che non si limitasse a riempire qualche ora prima di andare a dormire ma qualcosa che mi prendesse completamente, mi facesse riflettere, che mi desse qualcosa.
Radiguet, Goethe, Bunker, Steinbeck, persino il mio amato Shakespeare non è stato in grado di saziare questa strana sete fino a quando, cercando una dispensa di progettazione mi sono ritrovata in mano questo libro: L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera.
Stranamente non l’ho rimesso subito al suo posto, l’ho guardato cercando di ricordare se e quando l’avevo letto.
Pochi ricordi confusi. Letto si, forse al tempo del liceo ma non riuscivo a farmi una fotografia chiara di quel libro.
Pagina 92, a caso leggo.
Ancora adesso non so se sia dovuto a questo mio particolare momento che sto vivendo, ad una mia particolare predisposizione d’animo o cos’altro ma era da tempo che un libro non mi rapiva così.
Tuttora non riesco a trovare parole per descriverlo, per descrivere quello che ha smosso dentro perchè è un libro che smuove, ribalta, mette in discussione , afferma e domanda.
Lascio solo alcune citazioni … e lascio a tutti voi il consiglio spassionato di leggerlo e assaporarlo…
(more…)