14
Nov 07

Vida mia

Di una bellezza senza tempo, è tutto il giorno che canticchio questo tango di Fresedo, con il desiderio irrefrenabile di ballarlo … uffi!
Sia mai che riesca a corrompere il buon Pablo per metterla su stasera…. ?

Vida mia,
Lejos mas te quiero.
Vida mia,
Piensa en mi regreso.
Se que el oro
No tendrà tus besos,
Y es por eso que te quiero mas.
Vida mia,
Hasta apuro el aliento
Acercando el momento
De acariciar
Felicidad.
Sos mi vida
Y quisiera llevarte
A mi lado prendida
Y asi ahogar
Mi soledad.

Vita mia,
Lontano ti amo di più.
Vita mia,
Pensa al mio ritorno.
So che l’oro
Non avrà i tuoi baci,
E per questo ti amo di più.
Vita mia,
Il respiro si accelera
Mentre si avvicina il momento
Di accarezzare
La felicità.
Sei la mia vita
E vorrei tenerti
Abbracciata accanto a me
Annegando così
La mia solitudine.

on air: Osvaldo Fresedo - Vida mia

by Pannasmontata | Trackback | 3 comments
18
Sep 07

I Sing Just To Know I’m Alive

Vorrei scrivere qualche entusiasmante novità ma la vita scorre abbastanza tranquilla senza troppi scossoni e seguendo il vecchio adagio “nessuna nuova, buona nuova” non ho di che lamentarmi.
In compenso nelle ultime settimane ho ripreso a cantare, almeno a casa. Ogni giorno mi metto là e provo, riprovo, registro e riascolto e sono molto contenta perchè sto recuperando velocemente tutto quello che avevo perso per strada in questi anni di silenzio.
E poi è un ottimo modo per sfogarsi, rilassarsi e buttare fuori stanchezza, pensieri negativi, stress, malinconie varie … e anzi porta qualche idea che sta frullando nel capoccino da un po’, ma è presto per parlarne ora.
Nel frattempo lascio questa canzone e una dedica …

Embrace me
My sweet embraceable you
Embrace me
My irreplaceable you
Just to look at you
My heart grows tipsy in me
You and you alone
Bring out the gypsy in me

I love all
The many charms about you
Above all
I want my arms about you
Don’t be naughty baby
Come to me
Come to me do
My sweet embraceable you

by Pannasmontata | Trackback | 15 comments
28
Jun 07

Quadri immaginari

categoria: Musicology, Pensieri
window in the night

In certi particolari momenti della vita ci cascano fra capo e collo libri, canzoni, frasi e facce che dipingono in maniera perfetta come ci si sente.
Non so ancora dire se sono io a trovarle o se sono loro a trovare me … forse mi piace di più pensare che siano loro a trovare me.
Il mio itunes da ore è inchiodato su una canzone che mi fa vibrare il cuore da quanto è perfetta in questo momento.
L’immagine che mi si dipinge nella testa ascoltandola è sempre la stessa, dolce, amara, perfetta anch’essa.
Notte fonda. Finestre aperte per far entrare un po’ di aria da una città accaldata ed assonnata, che continua distratta a far rumore nelle strade.
Da una finestra, una luce soffusa incornicia le sagome di due anime che si stringono in un ballo lento, appena accennato, piedi nudi che in verità si muovono impercettibilmente.
Non si sa cosa stessero facendo prima nè cosa accadrà dopo che la canzone finirà. In questo momento sono dentro quelle note, si stanno ballando dentro, l’uno nell’altra, in un abbraccio delicato fatto di leggere carezze nei capelli, sulla schiena.
Mani che si prendono senza stringersi, entrambi con gli occhi chiusi, lei con la testa appoggiata sulla spalla di lui, impegnata a rapirne il suo profumo come se volesse imprimerselo addosso per sempre.
Lui le scosta i capelli dal viso per scoprire quei lineamenti segnati dal passaggio di una lacrima che è corsa a nascondersi sul collo, sotto la camicia bianca.
Non sanno cosa accadrà, non se lo domandano. Sono semplicemente lì, in quel momento, loro due, la città fuori da quei muri. Loro due e quella musica, pensieri inconfessati…

after laughter comes tears
after your laughter there’ll be tears
when you’re in love, you’re happy
when your in a arm, you gaze
this doesn’t last always

after your laughter there’ll be tears
my friends all say, don’t try to hold it
but I can’t let that guy know how I feel
I’ll try to hold back my, my, my tears
but they keep say

after your laughter oh, oh, oh

I’ll try to hide, hide my sorrows
I wonder can I hold them till tomorrow
maybe I’ll hold them for a year
but they keep say

after your laughter
now you will see those wet little tears
after your laughter
a little biddy tear will look climb into your eye

on air: Wendy Rene - After laughter comes tears

by Pannasmontata | Trackback | 3 comments
27
Jun 07

Precious things

tori amos ljubljana 26/06/07

Dopo aver comprato la magliettina ricordo (mio rito di sempre per certi eventi musicali), aver bevuto una birretta e aver fumato diverse sigarette nell’attesa, è arrivata: un pò altera, un pò teatrale, pò vestita in modi assurdi, un pò…. bionda?!?!
La mia Tori Amos, la rossa più rossa per eccellenza.. bionda? Con capello liscio oltretutto?!
Ho un momento di cedimento, penso che, nonostante la posizione assolutamente centrale e priva di ostacoli nel cono visivo verso la mia beniamina, mi sia partita una lente o che ho allucinazioni dalla troppa emozione.
No, è proprio bionda e fa scivolare violentemente i primi sei brani in faccia. Brani che schivo abbastanza facilmente. Sono dei brani degli ultimi album che non conosco bene, non mi toccano, non mi acchiappano.
Pausa. Cambio di costume e Tori Amos torna sul palco … questa volta il capello rimane si liscio ma è rosso!
Quando intona le prime note di Crucify tutti i miei sensi si risvegliano quasi dolorosamente, in modo violento. Ecco la Tori che aspettavo!
L’animale da concerto che è in me scalpita, ho difficoltà a stare seduta, fosse per me schizzerei come una molla praticamente in braccio a Tori cantando Why do we crucify ourselves? con mani al cielo!
A tradimento comincia Take to the sky ed io sono al quarto orgasmo consecutivo… Tori, guardando come si muove fra le due tastiere, deve essere in una sorta di nirvana dei sensi. Non si capisce dove finisca il piano e dove cominci lei.
Si arriva al momento più atteso : Lei e il suo Bösendorfer.
Winter. E’ la Tori che ho imparato ad amare così intensamente, con la sua voce cristallina, i suoi sospiri, le sue pause da togliere il respiro… un incontro personalissimo ed intimo fra lei ed il suo piano in cui ci permette di entrare in punta di piedi, trattenendo il fiato.
Solo tre canzoni di piano solo. Poche. Troppo poche e quando torna già la band sul palco nuovamente mi sento un velo di leggerissima delusione addosso.
tori amos ljubljana 26/06/07 Velo che viene squarciato da una struggente Northern Lad che entra sotto la pelle come una lama.
..and if you could see me now …mi vedreste immobile, con i brividi dovunque… non riesco quasi a muovermi sulla sedia e sento qualche lacrima scendermi sulla guancia… (e ancora oggi solo a pensarci ho la pelle d’oca..)
Mi riprendo da questo stato di trance con God e a seguire altre canzoni degli ultimi album, tra cui fanno capolino qua e là vecchie glorie come Precious things e le ultime due canzoni che chiudono il secondo bis ed il concerto: The Waitress e Hey Jupiter.

Lei è coinvolgente, prorompente nella voce e nel corpo e quando si abbandonano le luci e gli effetti speciali dei nuovi brani, che sembrano un po’ dolci preconfezionati ad arte, si scopre una Tori che possiede la chiave per entrare nell’anima di una musica intima che rapisce e cattura … peccato che questa chiave, ieri sera, sia stata usata poco rispetto a quanto ci si aspettava…

on air: Tori Amos - Northern lad

by Pannasmontata | Trackback | 3 comments
17
Jun 07

Water Dance

Estate di concerti questa!
Così, dopo essermi gustata nelle settimane precedenti concerti come quelli di Bollani e Rava, Orquesta Silencio, Demoliendo Tangos,Tuck & Patti ed essere in attesa di assaporare la musica di Tori Amos la settimana prossima, ieri sera è stata la volta di Giovanni Allevi.
Location: Villa Manin.
Tempo: minaccioso a dir poco.
Man mano che si avvicina all’ora del concerto si uniscono al pubblico anche numerosi branchi di nuvole nere e gonfie.
Il pianoforte viene svestito e rivestito più volte e il cielo sembra divertirsi a far correre i tecnici sul palco su e giù.
Una domanda sembra pendere sulle teste di tutti noi perennemente con il naso al cielo che si dipinge di tutte le sfumature di nero e blu: si riuscirà a fare questo concerto o no?
21.30.
La pioggia sembra non avere fretta di venir giù e sembra meglio non aspettare oltre, così Allevi esce correndo sul palco un po’ sgraziato, molto emozionato e con un filo di voce, dopo i ringraziamenti di rito, si rannicchia sulla tastiera.

Allevi è un bravissimo fotografo. Musicale.
Non racconta storie, non impartisce morali nè vuole trasmettere grandi verità.
Lui fotografa momenti, cattura emozioni e dà loro una forma nella sua personalissima maniera con l’aiuto di quegli 88 tasti.
Dopo i primi 2/3 brani il vento sembra essersi calmato, alzo gli occhi al cielo e vedo che le nuvole hanno fatto posto ad un altro timido spettatore: una stella.
Per un attimo penso che anche lassù qualcuno vuole godersi questa musica e la cosa mi emoziona ancora di più.
Allevi sembra avere fretta di regalarci quante più emozioni possibili prima che la pioggia decida di chiudere il sipario e corre su quella tastiera sempre più veloce e sempre più attaccato a questi tasti.
Io mi sento sempre più ingorda di emozioni e non mi lascio sfuggire neanche una nota, nonostante il vento, che sembra svegliarsi brano dopo brano, cerchi di disperderle lontane.
C’è una strana atmosfera, tutti sono protesi verso quel piano pronti a catturarne ogni melodia come se potesse essere l’ultima.
Decine di lampi sembrano voler scattare delle istantanee di una corsa contro il tempo e le intemperie.
Come sei veramente.
Ultimo brano del concerto, un bis strappato di prepotenza ad un cielo nerissimo che sembra non essere più in grado di contenere le lacrime.
Nella luce dei riflettori danzano le prime gocce di pioggia, il vento sembra giocare con i riccioli di Allevi e lui ne sembra estasiato, le note che vengono fuori dalla coda del piano giocano con la pioggia, il vento e i nostri pensieri.
Per un attimo penso a come deve essere per lui suonare in questo momento così strano e magico e l’emozione mi fa venire i brividi.

Fine concerto. Allevi saltellando qua e là con un sorriso enorme saluta e scompare. Noi tutti ci avviamo in fretta verso le macchine.
Tempo di chiudere le portiere e il cielo, che delicatamente era rimasto con il fiato sospeso nell’ultima ora e mezza, si sfoga liberandosi di tutta la pioggia che aveva trattenuto.
In testa ancora le note che rimbalzano fra un pensiero e l’altro, nella bocca una melodia che fischietto timidamente, nel cuore un’emozione in più…

on air: Giovanni Allevi - Come sei veramente

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