30
Aug 07

Allora ammazzo per impazienza

Quanto dolore c’è nella vita, è vero, ma quanta vita c’è nel dolore? Anche quando si soffre per amore, in quella morte, in quel dolore, io c’ho trovato un sacco di vita. Non sai dove sbattere la testa, non ci sono medicine per farti sentire meglio c’è solo il tempo, quello biologico, solo lui può curarti. Ma sembra non passare mai e come dice Troisi in un suo film a un amico che gli dice che non ci si ammazza per amore, perché il tempo sistema tutto: “Allora, io ammazzo per impazienza”.
Fabio Volo - “Esco a fare due passi”

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11
Jul 07

Back in the days

Immaginate di voler rivedere un vostro sitino amatoriale, fatto con tanto amore più di 10 anni fa, che neanche esiste più sul vostro hard disk.
O di voler scoprire come erano nel 98 siti all’epoca visitati da poche decine di persone e che oggi vantano migliaia di visite quotidiane.
Beh ho scoperto oggi che si può fare!
Spulciando fra le statistiche dei miei siti ho addocchiato un indirizzo che mi ha aperto un piccolo varco nel passato: Wayback machine.
Trattasi di un enorme archivio che permette di vedere delle copie in cache (?) di milioni di siti dal 1996 ad oggi.

Digitando quindi nell’apposita casella un indirizzo a piacimento è possibile rivedere il primo layout di questo blogo uno dei primi di Pannasmontata Templates in cui è comparsa la mitica Pannetta mascotte.
Vecchi netgamers potrebbero anche far scivolare qualche lacrima di commozione davanti al sito di Ngi di 7 anni fa, altri invece rimpiangere il buon caro vecchio Napster che sette anni fa faceva lavorare il mio 56k come un dannato e altri sorridere con benevolenza davanti alla homepage di Repubblica di 10 anni fa.
Voi invece cosa ripescate fuori?

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20
Apr 07

L’insostenibile leggerezza dell’essere

E’ un’illusione pensare che siamo noi a scegliere i libri. Sono loro a scegliere noi, sono loro a farsi scegliere e di questo continuo ad essere convinta.
Erano settimane che cercavo disperatamente qualcosa da leggere, qualcosa che non si limitasse a riempire qualche ora prima di andare a dormire ma qualcosa che mi prendesse completamente, mi facesse riflettere, che mi desse qualcosa.
Radiguet, Goethe, Bunker, Steinbeck, persino il mio amato Shakespeare non è stato in grado di saziare questa strana sete fino a quando, cercando una dispensa di progettazione mi sono ritrovata in mano questo libro: L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera.
Stranamente non l’ho rimesso subito al suo posto, l’ho guardato cercando di ricordare se e quando l’avevo letto.
Pochi ricordi confusi. Letto si, forse al tempo del liceo ma non riuscivo a farmi una fotografia chiara di quel libro.
Pagina 92, a caso leggo.

Ancora adesso non so se sia dovuto a questo mio particolare momento che sto vivendo, ad una mia particolare predisposizione d’animo o cos’altro ma era da tempo che un libro non mi rapiva così.
Tuttora non riesco a trovare parole per descriverlo, per descrivere quello che ha smosso dentro perchè è un libro che smuove, ribalta, mette in discussione , afferma e domanda.
Lascio solo alcune citazioni … e lascio a tutti voi il consiglio spassionato di leggerlo e assaporarlo…

(more…)

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12
Apr 07

Estate tarantata

pizzica

Ieri durante la practica di tango, accaldata e provata dalle tande, me ne sono uscita dalla palestra a fumarmi una sigaretta.
Non mi ero messa nè giacca nè la maglia addosso, leggera nei vestiti come il tango richiede mi sono immersa nella notte.
E in quel momento mi sono accorta che non c’era più solo aria di primavera fuori ma si sentiva aria di estate.
Fra un arabesco di fumo e l’altro l’estate mi entrava sotto pelle e nella mente.

Da quando ho memoria per me l’estate è associata indissolubilmente alla Puglia che mi ha vista crescere anno dopo anno, estate dopo estate, all’alba che si stiracchia pigra sui porticcioli di Castro, agli infiniti uliveti in cui ci si perdeva stanchi e assonnati, dopo una nottata di balli e vini, sulla via di casa, alle infinite processioni di parenti di ogni grado, ai ricci pescati di fresco da mio padre e mio cugino e mangiati con un pizzico di limone e alle cozze patelle, ai piedi nudi che mai vedevano delle scarpe fino a sera, ai caffè freddi rigorosamente con latte di mandorla e ghiaccio, al tempo che per una volta smetteva di fare lo scontroso si piegava ai nostri desideri, alle monicedde, al ritmo incessante dei tamburelli …

Se penso all’estate ne segue la Puglia. Se penso alla Puglia ne segue una notte senza fine di sette/otto anni fa a Torre Paduli: la notte di S.Rocco.
Notte di vino, risate, pizzica, tamburelli, tamborra, flauti e cupacupa che incessanti e frenetici scandivano le ore della notte, di ronde che si creavano e si scioglievano con lo stesso ritmo delle onde sulla spiaggia.
Il fiato sembrava non bastare mai ma nonostante tutto si continuava a ballare, a piedi nudi, sempre con il sorriso sulla bocca, con la gonna ampia che abbracciava ogni passo.
I tamburellisti incuranti del sangue sulle mani, provate da ore di musica ininterrotta, continuavano a muoversi, a creare nuove ronde non appena quella precedente diventava troppo affollata e noi ballerini dietro a loro come topi dietro al pifferaio, completamente soggiogati da quel martellante ritmo di cui sembrava non potessimo più fare a meno…

Un pò mi manca quel sapore di estate…

on air: Ghetonia - pizzicata salentina

Per chi volesse saperne di più sulla pizzica salentina qua trovate un sito in cui scoprirne origini, stili ed informazioni di vario genere.
Qua invece un bel video di pizzica a Taranto.
Nella radio blog invece una pizzica fra le più famose.

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29
Mar 07

Era l’estate …

Estate 1997.
Mi è venuta in mente per colpa sua.

Era l’estate in cui mi stavo avvicinando a grandi passi verso i 18 anni ed ero in vacanza studio in inghilterra nella ridente cittadina di Eastbourne.
Era l’estate in cui a casa ad aspettarmi c’erano un biglietto per il concerto degli U2 a Reggio Emilia, regalo dei miei per l’imminente compleanno e un ragazzo che di lì a pochi mesi sarebbe diventato il mio primo amore.
Era l’estate in cui non c’era Ipod ma ancora un’indistruttibile walkman in cui finivano a rotazione i Casino Royale (CRX) , Modena City Ramblers, Metallica (black album), Smashing Pumpkins ( mellon collie and the infinite sadness), U2 e Village People (chissà perchè i Village People finiscono sempre per marchiare indelebilmente un’estate della propria gioventù…).
Era l’estate in cui dovevo esibire la carta di indentità per comprare le John Player Special e in cui bere una birra in barba alla legge inglese rendeva quel boccale ancora più gustoso.
Era l’estate in cui senza saperlo avevo un taglio di capelli identico a circa l’80% delle ragazze svedesi in vacanza studio nella zona e in cui non sono mai stata riconosciuta come italiana.
Era l’estate in cui ho fatto spesso finta di non capire l’inglese, in barba alle ore passate a chiacchierare in fluente english style, quando mi venivano fatte domande su un sospetto e proibitissimo inciucio che avevo/non avevo con uno dei tutor inglesi.
Era l’estate in cui sono sopravvissuta grazie a zio McDonald’s e rimpiangevo ogni sera una sana pasta al pomodoro.
Era l’estate in cui avevo fatto amicizia con uno dei centralinisti inglesi che gestivano e passavano le telefonate a carico del destinatario (ossia i miei genitori).
Era l’estate in cui risvegliandomi dopo un potente pisolino schiacciato sotto al sole a Hyde Park, mi sono ritrovata insieme a tutte le donne a passeggio nel parco ad ammirare dei notevoli spazzini a torso nudo con in testa Etta James che cantava “I Just Wanna Make Love to You”.

Era l’estate in cui tutto sembrava essere splendido, nuovo, bellissimo e tutto esattamente come volevo…

on air: U2 - If God will send his angels

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