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Sep 07

I piccoli piaceri della vita

Aspettare che sia l’ora giusta, quella in cui la sera è oramai ammantata di un blu scuro scuro, accendere le luci giuste, quelle che sai danno un’atmosfera calda alla casa.
Accendere la tv da tenere come sottofondo, cercando un programma che possa essere interessante da ascoltare di tanto in tanto.
Scrutare nel frigorifero alla ricerca di qualche idea per la cena.
Coccolare di sfuggita i gattoni che ti si strusciano addosso due secondi prima di rincorrersi in giro per la mansarda.
Decidere cosa cucinare e ordinare con calma tutti gli ingredienti vicino al lavello.
Essere stuzzicati dall’odore di ciascuno man mano che li tiri fuori da contenitori, buste, carte.
Versarsi un bicchiere di vino da degustare con calma durante i preparativi. Dare un’occhiata furtiva fuori dalla finestra ed immaginarsi per quale serata la gente là fuori si sta preparando.
Avere la sensazione di essere tornata bambina mentre impasti a piene mani.
Fumarsi una sigaretta mentre tutto si cucina a fuoco lento e sfrigola nella padella.
Prepararsi il piatto annusando compiaciuta il risultato che ti si presenta davanti.
Mangiare davanti alla tv con la compagnia dei pelosi che di tanto in tanto si fanno avanti per assaggiare un boccone.
Fumarsi un’altra sigaretta dopo aver finito di mangiare, sazia, con la mente vaghi in piacevoli pensieri immaginandoti cosa starà facendo, rilassata, sentendoti a casa tua.

on air:
Billie Holiday - P.s. I love you

by Pannasmontata | Trackback | 3 comments
18
Sep 07

I Sing Just To Know I’m Alive

Vorrei scrivere qualche entusiasmante novità ma la vita scorre abbastanza tranquilla senza troppi scossoni e seguendo il vecchio adagio “nessuna nuova, buona nuova” non ho di che lamentarmi.
In compenso nelle ultime settimane ho ripreso a cantare, almeno a casa. Ogni giorno mi metto là e provo, riprovo, registro e riascolto e sono molto contenta perchè sto recuperando velocemente tutto quello che avevo perso per strada in questi anni di silenzio.
E poi è un ottimo modo per sfogarsi, rilassarsi e buttare fuori stanchezza, pensieri negativi, stress, malinconie varie … e anzi porta qualche idea che sta frullando nel capoccino da un po’, ma è presto per parlarne ora.
Nel frattempo lascio questa canzone e una dedica …

Embrace me
My sweet embraceable you
Embrace me
My irreplaceable you
Just to look at you
My heart grows tipsy in me
You and you alone
Bring out the gypsy in me

I love all
The many charms about you
Above all
I want my arms about you
Don’t be naughty baby
Come to me
Come to me do
My sweet embraceable you

by Pannasmontata | Trackback | 15 comments
10
Jul 07

Regali

acero rosso

Oggi è arrivato un piccolo regalino che mi sono fatta. Libri.
Solitamente quando sono un po’ giù, ho pensieri a frotte per la testa o quando ho semplicemente voglia di svagarmi un po’ mi regalo libri o musica.
Quello che solitamente si regala a qualcuno per sfangare alla bene e meglio un compleanno scomodo. Che sacrilegio! :shock:
Libri e musica sono quelli che io considero alcuni fra i regali più intimi e ricercati che si possano fare, se sono dati con il cuore.
Per questo solitamente evito di regalare un libro o della musica a qualcuno che non conosco bene, perchè prima ho piacere a sondare un po’ la sua anima, leggerci un po’ dentro per cercare di carpire cosa smuove quella persona e regalarle un’emozione che ha smosso anche me prima. Condividere, ecco la parola chiave.
Perchè non regalo mai libri o musica che non abbia già letto o ascoltato. Perchè poi mi piace parlarne e sapere cosa ne pensa la persona in questione di quel piccolo parallelepipedo di emozioni.
Per questo mi emoziono particolarmente quando qualcuno mi regala un libro o un cd. Mi emoziono nella speranza che quel regalo sia stato fatto pensando veramente a chi sono, mi emoziono all’idea di scoprire cosa quella persona legge in me, mi emoziono da morire se poi scopro che quel regalo mi ha aperto nuovi mondi.
Le dediche. Se faccio dediche sui libri le faccio a matita. E’ una mia piccola fissa.
Perchè spero che se quel libro piace veramente, se tocca qualcosa dentro, allora diventi di proprietà in tutto e per tutto di chi lo riceve e non serve una dedica a caratteri cubitali ed indelebili per far si che ci si ricordi di chi lo ha regalato.
Al contrario se il regalo si rivela un flop di dimensioni esorbitanti (eh beh .. può anche capitare!) allora la matita fa presto a sbiadire e così anche il ricordo del donatore :oops: !

E poi c’è un regalo a parte che non mi sono mai fatta da sola.
Un Bonsai!
E’ da anni che ho la fissa di avere un bonsai da curare, accudire e veder crescere. E’ da anni che aspetto e spero che qualcuno me ne regali uno, magari un bellissimo Acero Rosso (lo stesso che ha inaugurato il primo storico layout di questo blog … forse tra i lettori di vecchia data c’è chi se lo ricorda).
Ed è da anni che aspetto di trovare qualcuno a cui regalarne uno.
Che regalare un bonsai è mica cosa da poco, come significato e come impegno che richiede… ma io continuo ad aspettare…

by Pannasmontata | Trackback | 5 comments
8
Jul 07

Certe notti … a sorpresa

Ognitanto se ne vengono fuori delle serate così… dal nulla… da nessuna aspettativa… se ne escono da qualche misterioso anfratto e ti sorprendono come una goccia di acqua ghiacciata sul collo.

Appuntamente al Tergesteo per la solita milonghetta del sabato sera. Arrivarci sembra tuttaltro che impresa da poco.
Trieste ieri sera sembrava essersi fatta una dose titanica di anfetamine! Gente, gente, gente in ogni dove, da ogni dove, verso ogni dove. Non credevo che questa città potesse contenere tanta gente.
Sembrava di stare in uno degli ultimi schemi dei Lemmings, quelli cazzutissimi con centinaia di esserini che vagano su e giù ad libitum senza una meta e che tu devi indirizzare verso l’uscita. Un delirio!
La mitica notte dei saldi, negozi aperti in centro, concertini in ogni piazza, pazzi scatenati che si lanciavano in mountain bike truccatissime per rampe stortissime in piazza Unità, baracchini in ogni dove, gente sbronza, gente allegra, gente in preda a crisi di agorafobia, gente persa, gente che si ritrova, gente che cerca disperatamente un parcheggio … come la sottoscritta!
Quaranta minuti di grand prix con la bava alla bocca alla ricerca di un buco, con il segreto desiderio di avere sotto al sedere un monster truck invece della mia scassatissima 206…
Con nonchalance parcheggio in mezzo a piazza ponterosso, in una posizione che in condizioni normali mi farebbe guadagnare una multa quintupla con salto carpiato e la decurtazione di qualche decina abbondante di punti dalla patente ma non ieri sera … e anzi posso addirittura permettermi di chiudere la macchina con calma, sistemarmi il vestito e sfilare con passo felino davanti ai vigili senza ritorsioni di sorta.
Arrivo al Tergesteo, cambio veloce di scarpe, ingollo uno spritz al volo e via alle danze.
C’è anche un discreto pubblico stasera che accerchia i ballerini con curiosità e sospetto, c’è anche chi scatta fotografie con la stessa morbosità di chi si trova allo zoo davanti al rarissimo procione indiano bianco della papuasia…
… e questo non fa che aizzare l’ego subdolo dei tangueri che si esibiscono in figure quanto mai azzardate per un ambiente milonguero di questo genere.
In un paio di occasioni non riesco a trattenere dei ghigni sguaiati e mi odio per questo (ma anche no… in fondo in fondo invece mi amo per questo!!)
La serata continua con un intervallo con gli occhi, le orecchie e il cuore incantati su un bandoneon, risvegliati bruscamente da un invito per un tango di cui avrei fatto volentieri a meno.
Nei momenti di stanchezza ci si butta all’esterno per fumare una sigaretta e l’aria elettrica della città invasata risveglia immediatamente i sensi … dannazione, meglio di un redbull!!
E allora via ancora a ballare, bere, chiacchierare e… incontrare la mia insegnante di canto!
Momento di titubanza, non sono neanche sicura che mi riconosca o che si ricordi di me, dopo tutto sono passati alcuni anni dall’ultima volta che si siamo viste.
Invece si ricorda benissimo e rigonfia senza limiti il mio ego facendomi un sacco di complimenti per le mie doti canore e il mio famoso falsetto alla Joni Mitchell che a lei tanto piaceva.
Scambio di numeri di cellulare, la promessa di risentirci e di andarla a sentire cantare la prossima settimana.
Che lei sarà si strana, particolare, fuori dalle righe ma quando canta ti apre le porte ad un mondo a parte e di un viaggio simile ne ho proprio bisogno!

All’improvviso una domanda: “scusa … ma sei pannasmontata?”
Mi giro. Guardo.
Ok. Panico. Smarrimento. Curiosità.
Non oso pensare a che faccia devo aver fatto, perchè in situazioni simili, mio malgrado, so di esibirmi in faccioni da circo .. meglio non sapere.
Domande in sequenza nella mia testolina : che cosa ho fatto? e mo questa chi è? vuole un autografo? mi dirà che uno dei miei template è esploso facendole detonare il monitor e che ha perso 5 anni di bloggate?
E invece si rivela una piacevolissimo incontro fra bloggers-tanguere!

Comincia a farsi tardi e nella città che pian piano si sfolla ci si dirige a casa … il resto è notte per pochi … ma nostro signore dei saldi di Intimissimi è stato ringraziato a dovere…

by Pannasmontata | Trackback | 5 comments
4
Jul 07

Le invasioni tanghiche

Tutto era perfetto.
Perfette le tre gonne lunghe al punto giusto, perfetto il trucco, perfette le scarpe da tango nelle loro preziose custodie, perfetti i nostri animi pronti a segnare la pista della milonga a colpi di tacco.
Tre perfette donne-donne tanghiche pronte a conquistare la notte.

Perfetto è stato anche il diluvio che, puntuale, si è presentato con un biglietto da visita grande come il cielo che a caratteri cubitali riportava scritto: “questa milonga non s’ha da fare”.
Momento di sconforto. L’ego tanghico traballa un po’. L’ego della donna-donna che è in noi, no.
Ok. Abbiamo recepito il messaggio. Niente milonga ma ciò non impedisce una bella cena in cui rendere omaggio ai nostri fegati e alle nostre orecchie.

Così ci siamo calate, con fare da elegantissime vichinghe, nel ristorantino in cui un tavolo non aspettava che noi.
Non c’è stato neanche bisogno di accordare gli strumenti dei nostri pensieri e delle nostre lingue. Nello stesso momento in cui è arrivato il cestino del pane -attaccato con velocità felina- si sono aperte le dighe di fiumi di parole.
Come tre amiche consumate si parte con gli aggiornamenti sulle proprie vite e si va avanti con mezze confessioni, ricordi tirati fuori dalle pieghe dei nostri eleganti vestiti, momenti di amarezza spazzati da esplosioni di risate taglienti come un machete, il tutto intervallato da prosciuttini, formaggi, primi, secondi e contorni e una bottiglia di vino che sciacqua via ogni ritegno e ogni pensiero inerente alla bilancia del giorno dopo.
Un bicchierino di limoncello comunica la fine della cena e teoricamente anche della serata ma alla vista di un cielo improvvisamente stellato l’ego tanguero ritorna prorompente.
Sia mai che .. forse … per caso …
E via a recuperare le scarpe e gonfie di (vana) speranza ci dirigiamo verso la location della milonga mancata.
Eh si che farsi due giri di tango con qualche bel tanguero-montenegro sarebbe stata una degnissima chiusura della serata ma davanti ad una milonga vuota non si può che rimandare i balli ad un’altra sera.
Un’altra sera di tacchi, gonne e parole molto pulp che avrebbero reso Tarantino (nostro signore delle colonne sonore) orgoglioso di noi.

on air: The Coasters - Down in mexico

by Pannasmontata | Trackback | 9 comments