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Dec 07

La Milonga

Già. Ieri sera non c’è stata una milonga ma La Milonga.
Quella che ti piace dall’inizio alla fine, che ti regala tanti tanghi eccezionali, tante emozioni e dei piedi stanchi ma felici.

L’occasione per riunire ballerini provenienti da Trieste, Udine, Slovenia, Croazia,nord, sud, ovest ed est è stata la caduta dei confini fra Italia e Slovenia.
Ed effettivamente fa strano passare il confine senza vedere nessuno nei gabbiotti, senza dover preparare carte di indentità alla mano, senza far file di sorta… ma questo è un altro discorso che merita un post a parte.
Così oltrepassato un confine che oramai non c’è più siamo giunte alla Milonga sin frontieras nel pieno del suo svolgimento, con quel tanto di ritardo che contraddistingue noi Tanghiche.
Giusto in tempo per sentir cominciare a suonare quel bandoneon…
Sorrisi compiaciuti, occhiate di felicità e approvazione mentre ascolto rapita i tanghi snocciolati con bravura e passione finchè non vengo rapita da una mirada a cui è impossibile dir di no.
Anzi diciamocela tutta, speravo proprio di ballare con quell’omone grande e grosso eppur così delicato e avvolgente.
La serata quindi non poteva cominciare meglio! L’unica pecca che si palesa immediatamente è il pavimento, un bellissimo parquet purtroppo intriso di umidità e condensa che non facilita proprio il ballo, incollando le scarpe a terra ma ciò non basta a frenare decine di coppie che si danno il cambio, svuotano e riempiono la pista senza sosta per ore.
E così nell’abbraccio di R. mi perdo in quattro tanghi intensi, sentiti su ogni nota, accompagnati da sinceri sorrisi di soddisfazione alla fine di ogni brano, compresa una milonga straricca di traspiè che faccio un po’ fatica a seguire ma che regala una sincera risata di gusto alla fine per entrambi.
Ho comunque la conferma che è la mia serata! L’atmosfera è splendida, la voglia di ballare cresce tanda dopo tanda, ovunque mi giro vedo sorrisi e i miei piedi raramente mi deludono seguendo fedeli l’animo felice e alto che ho.
Mi guardo in giro e punto subito i tangueri con cui voglio ballare, ci sono tutti e non voglio farmene scappare neanche uno… ed effettivamente ballo con tutti loro!
Tanda con F.. Un abbraccio che mi regala sempre grandi emozioni sopra e sotto la pelle…brividi che a tratti quasi mi fanno perdere il ritmo dall’emozione.
I ballerini si susseguono alternandosi a bicchieri di vino, risate, confidenze sussurrate con la Tanghica all’orecchio fra una tanda e l’altra e saluti, baci e abbracci ad amici.
Ogni tanda è un’emozione diversa, sempre bella, sempre profonda.
La serata volge al termine verso le 3 di notte inoltrate e ci ritiriamo contenti e soddisfatti. I miei piedi ululano un po’ causa scelta delle scarpe “che osano” quasi 10cm di tacco ma quell’indolenzimento non fa altro che sottolineare la felicità di aver ballato così tanto e così bene come non capitava da mesi.
Se questi sono gli effetti delle cadute dei confini…beh abbattiamoli tutti allora! ;D

Buon natale e buoni tanghi a tutti!!

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Nov 07

Vida mia

Di una bellezza senza tempo, è tutto il giorno che canticchio questo tango di Fresedo, con il desiderio irrefrenabile di ballarlo … uffi!
Sia mai che riesca a corrompere il buon Pablo per metterla su stasera…. ?

Vida mia,
Lejos mas te quiero.
Vida mia,
Piensa en mi regreso.
Se que el oro
No tendrà tus besos,
Y es por eso que te quiero mas.
Vida mia,
Hasta apuro el aliento
Acercando el momento
De acariciar
Felicidad.
Sos mi vida
Y quisiera llevarte
A mi lado prendida
Y asi ahogar
Mi soledad.

Vita mia,
Lontano ti amo di più.
Vita mia,
Pensa al mio ritorno.
So che l’oro
Non avrà i tuoi baci,
E per questo ti amo di più.
Vita mia,
Il respiro si accelera
Mentre si avvicina il momento
Di accarezzare
La felicità.
Sei la mia vita
E vorrei tenerti
Abbracciata accanto a me
Annegando così
La mia solitudine.

on air: Osvaldo Fresedo - Vida mia

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Nov 07

Rebus muto

categoria: Pensieri, Good vibes
palloncino legato


“La prima cosa che impari dalle emozioni è che hanno un prezzo.”

(Equilibrium)

on air: Lamb - Gabriel

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3
Oct 07

Grazie…ancora.

Se c’è una cosa che proprio non sopporto è stare male, fisicamente male. Da sola.
Quando sto male adoro avere vicino qualcuno, anche solo per una parola amica, sentirmi un pochino più coccolata del solito.
Una delle mie peggiori esperienze è stata la gita scolastica in Grecia in 2° liceo.
Al secondo giorno ero bloccata in camera in albergo con 39° di febbre e la mia prima (e ultima spero) sinusite titanica.
Il solo alzarmi dal letto per andare in bagno richiedeva 20 minuti di lotta contro vertigini, brividi, dolori lancinanti in ogni parte del corpo e non sapevo se fosse peggiore la compagnia della donna delle pulizie che quotidianamente veniva a pulire la stanza borbottandomi maledizioni in greco o la compagnia di una prof allucinante che mi raccontava tutte le sfighe della sua vita (non commento neanche il medico greco che aveva studiato mecidina in italia e parlava come lo zingaro irlandese Brad Pitt in The Snatch).
Un’esperienza che mi ha avvicinata ad una vera e propria crisi di nervi e a spendere tutti i soldi che avevo a disposizione in chilometriche telefonate a casa per sentire la voce rassicurante di mia madre e i consigli medici di mio padre.

E poi ieri sera.
Finisco la lezione di tango con una fiacca in corpo bestiale, resto in piedi a malapena e mentre torno a casa in macchina sento montarmi in corpo un senso di nausea mostruoso.
Appena varcata la soglia di casa ho timbrato un abbonamento di 12 ore con il mio bagno.
Ho subito un vero e proprio colpo di stato da parte del mio corpo che si è ribellato in qualsiasi modo.
L’unica assistenza che avevo era quello dei pelosi, soprattutto Lapiz, che molto premurosamente mi stava vicino ogni volta che schizzavo in bagno (mancava poco che mi tenesse i capelli, come si fa con l’amica sbronza alla festa di liceo).
Ecco, in quel momento ho maledetto di essere sola a casa, nessuno con cui fare la parte della malata moribonda, nessuno che ti fa una carezzina sulla testa, nessuno che ti chiede “va un po’ meglio?”.
Finchè non è arrivata una telefonata di F. che mi ha fatto sentire un po’ meno sola mentre rantolavo sotto le coperte maledicendo il mio intero apparato digestivo.
In momenti come questi anche solo una chiacchiera e una parola amica possono fare tanto e ti accorgi che non ci saranno mai abbastanza chilometri fra due persone per farle sentire lontane veramente.
Dopo quella telefonata sono riuscita finalmente ad addormentarmi.

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Oct 07

Something in the way…

C’è veramente qualcosa che sta cambiando in te se, quando un amico ti annuncia che è in arrivo un pupo in casa, ti metti a squittire e saltellare di gioia come un’ossessa con un sorrisone a 54 denti piuttosto che pensare (come capitava fino a qualche tempo prima) “oh cacchio!”.

Ommioddio…

p.s. un abbraccio enorme ai due genitori in progress! gl & hf! ;P

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