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Jul 07

Le invasioni tanghiche

Tutto era perfetto.
Perfette le tre gonne lunghe al punto giusto, perfetto il trucco, perfette le scarpe da tango nelle loro preziose custodie, perfetti i nostri animi pronti a segnare la pista della milonga a colpi di tacco.
Tre perfette donne-donne tanghiche pronte a conquistare la notte.

Perfetto è stato anche il diluvio che, puntuale, si è presentato con un biglietto da visita grande come il cielo che a caratteri cubitali riportava scritto: “questa milonga non s’ha da fare”.
Momento di sconforto. L’ego tanghico traballa un po’. L’ego della donna-donna che è in noi, no.
Ok. Abbiamo recepito il messaggio. Niente milonga ma ciò non impedisce una bella cena in cui rendere omaggio ai nostri fegati e alle nostre orecchie.

Così ci siamo calate, con fare da elegantissime vichinghe, nel ristorantino in cui un tavolo non aspettava che noi.
Non c’è stato neanche bisogno di accordare gli strumenti dei nostri pensieri e delle nostre lingue. Nello stesso momento in cui è arrivato il cestino del pane -attaccato con velocità felina- si sono aperte le dighe di fiumi di parole.
Come tre amiche consumate si parte con gli aggiornamenti sulle proprie vite e si va avanti con mezze confessioni, ricordi tirati fuori dalle pieghe dei nostri eleganti vestiti, momenti di amarezza spazzati da esplosioni di risate taglienti come un machete, il tutto intervallato da prosciuttini, formaggi, primi, secondi e contorni e una bottiglia di vino che sciacqua via ogni ritegno e ogni pensiero inerente alla bilancia del giorno dopo.
Un bicchierino di limoncello comunica la fine della cena e teoricamente anche della serata ma alla vista di un cielo improvvisamente stellato l’ego tanguero ritorna prorompente.
Sia mai che .. forse … per caso …
E via a recuperare le scarpe e gonfie di (vana) speranza ci dirigiamo verso la location della milonga mancata.
Eh si che farsi due giri di tango con qualche bel tanguero-montenegro sarebbe stata una degnissima chiusura della serata ma davanti ad una milonga vuota non si può che rimandare i balli ad un’altra sera.
Un’altra sera di tacchi, gonne e parole molto pulp che avrebbero reso Tarantino (nostro signore delle colonne sonore) orgoglioso di noi.

on air: The Coasters - Down in mexico

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23
Jun 07

Preparativi

comme bianche

Stasera milonga. In una bella villa.
Spero fortemente che questa sera risollevi la qualità delle ultime milonghe in cui sono stata, perchè un’altra serata con il tango schiacciato sotto ai tacchi non la reggerei.
L’ultima volta che siamo stati lì abbiamo ballato per non so quante ore e siamo tornati a casa verso le 7 di mattina dopo aver macinato i chilometri in pista ed aver ballato l’ultimissimo tango già con cappotto e scarpe civili addosso.
Oggi non chiedo tanto ma spero almeno in un ritorno a casa con il sorriso addosso … beh dai le premesse in verità ci sono ;)
Per una volta so già cosa mettermi, eviterò così quell’effetto tornado che solitamente mi lascio alle spalle quando mi preparo per una serata di tango (leggi vestiti sparsi in giro per la casa come se fosse esplosa una bomba nell’armadio).
O come l’ha ribattezzato la mater “l’effetto incendio”, dopo che una volta,osservando la mia camera in stati pietosi ha commentato “fia mia, ogni volta che te va fora sembra che te gabi un incendio alle spalle!” (trad. “figlia mia, ogni volta che vai fuori sembra che tu abbia un incendio alle spalle”).
Intanto aspetto domani… già..non vedo l’ora che sia domani… :P

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13
Jun 07

Grazie

comme il faut

Ieri le Signorine sono arrivate giusto in tempo per essere testate in una milonga alquanto piattina.
Dieci centimetri di ego tanguero con cui mi sono confrontata con non poca ansia.
Un tango di prova per permettere a me di saggiare loro e a loro di prendere confidenza con quegli anarchici dei miei piedi. Secondo tango di studio per capire fino a quanto osano questi tacchi pericolosi quanto pungiglioni di api regine. Terzo tango e oramai là sotto era sbocciato un amore senza fine.

Tanda di Cumparsite.
Ci guardiamo. Sono pronte e io con loro. Come inizia la musica dall’alto dei loro tacchi mi butto in un tango profondo come il blu del loro raso, ricco di sensazioni come il loro pizzo nero, luminoso come il bianco della sua camicia.
Non c’è bisogno neanche di pensare a cosa quelle due stanno combinando là sotto, loro semplicemente vanno avanti, accarezzano il parquet disegnandoci sopra note di bandoneon, permettendo di abbandonarmi completamente nel suo abbraccio.
Mentre Canaro fa scivolare il suo Poema fuori dagli altoparlanti, si scrive il nostro personale poema passo dopo passo.
Il resto è dialogo di due corpi che si accordano sulla stessa melodia, respiro che si ferma per un attimo, fiducia, libertà, sensazione di non capire più dove si è e non aver voglia neanche di saperlo, silenzi, stomaco, cuore, sorrisi.

Silenzio. Un lungo sospiro pieno. L’abbraccio si schiude. La sala riprende i suoi colori. Il musicalizador ringrazia e saluta. Le due Api Regine tornano nel loro sacchettino di raso.

Grazie.

on air: Francisco Canaro - Poema

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11
Jun 07

Bestiario tanguero

Svegliarsi con un bandoneon che ti accarezza le orecchie è un’esperienza da fare… nel dormiveglia ti avvolgi nelle coperte domandandoti se per caso durante la notte sei stata trasportata oltre oceano a tua insaputa!
Che ultimamente il tango mi accompagna durante tutte le ore della giornata, che sia sparato a tutto volume in macchina, in milonga, a casa o semplicemente nella mia testa .. lui c’è sempre.
Come continuano ad essere consumati chilometri nelle milonghe triestine, in cui le gambe delle dame si scoprono sempre di più, i tacchi delle scarpe si alzano tanto quanto l’ego delle loro proprietarie … e in cui il club degli schizzinosi si allarga sempre di più.
Da un po’ di tempo questo elitario club conta un’anima in più: la sottoscritta.
Il periodo del “tango a tutti i costi con chiunque” sembra essere finito in un altro quando.
Negli ultimi tempi ballo di meno ma cercando la “qualità” nei miei tanghi e i rifiuti appioppati ai tangueri di turno cominciano ad essere più abbondanti del solito.
Questo non perchè ritenga di potermela tirare o perchè pensi di essere chissà che grande ballerina, semplicemente ho voglia di godermi i tanghi con qualcuno con cui mi posso divertire, che mi trasmette qualcosa, con il quale scambiarsi un sincero sorriso di piacere alla fine di quei 3 minuti.
Cosa solitamente difficile da fare con buona parte dei tangueri che popolano le milonghe, strane bestie che possono essere facilmente individuate in ogni milonga che si rispetti.
Ecco un paio di esempi :
Il maestro mancato - se ti invita è per testare il tuo ballo, i tuoi eventuali miglioramenti, per insegnarti qualcosa del suo Sapere! Il che si traduce in 3 tanghi pallosissimi e snervanti in cui il Maestro ti ferma, ti spiega passi solitamente sbagliati, ti corregge e pretende che tu faccia quello che lui ti ha appena insegnato come te lo ha insegnato lui. A fine tango puoi anche sperare in una sua votazione con tanto di pagellino.
Mister Ego - se ti invita a ballare è semplicemente per avere un qualcuno fra le braccia da poter usare a suo piacimento per un tango del tutto solitario. Quello che fai tu non è importante fintanto che permetti a Mister Ego di potersi rimirare i piedi che volteggiano a destra e a sinistra …
Il tanguero mocio - è veramente facile individuarlo: è sudato fin sotto ai piedi e ne è orgoglioso. Per lui non esistono maglie di ricambio nè il deodorante e anzi ritiene il fatto di essere una fontana ambulante, un segno distintivo di classe,come dire che lui si che lo vive veramente il tango! Attraverso ogni poro della pelle!
Solitamente non lascia spazio alla dama di turno e la blocca in un abbraccio strettissimo da cui non c’è possibilità di scampo e la marchia per tutto il resto della serata con il suo sacro olezzo…
Il duro ma puro - solitamente uomo di una certa età ma di gran classe. Lui non lo dirà mai apertamente nè lo lascerà trapelare dai suoi modi sempre molto gentili e signorili ma ad ogni tango rischia di farsi saltare la pompa. Il suo fisico non sembra avere la stessa resistenza del suo amore per il tango. Egli trema all’idea di una tanda di Pugliese e un tris di milonghe rappresenta un serio pericolo per la sua pressione ma lui…! Lui risponde sempre pronto al richiamo del tango e in esso si lancia con appresso una ballerina che per tutto il tempo della tanda avrà nella mano sinistra il cellulare pronto per chiamare il 118…

La lista meriterebbe di essere continuata (e non è detto che non lo faccia un altro giorno) ma penso che possa già rendere l’idea del perchè mi sono tessarata anche io nel club degli schizzinosi… e allora ben venga se in una milonga, facendo una rapida scansione a 360° di tutti i tangueri, mi accorgo che ci sono si e no 4 tangueri degni di questo nome con cui mi piacerebbe ballare. E’ già grasso che cola!!

on air: Soñar Y Nada Más - A.De Angelis

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20
May 07

Storie di ordinaria follia

Ieri sera gran galà di Tango in quel del S.Marco di Trieste.
Una di quelle serate in cui non si può mancare, in cui il vero motore della serata è esserci, far presenza e farsi vedere.
In cui in poche parole il tango passa in secondo piano e diventa una scusa per agghindarsi come neanche a capodanno e fare pablic relescions.

In pratica mi è sembrato di rivivere una festa di compleanno delle medie (almeno al liceo alle feste ci si ammazzava di canne e alcool ..qua neanche questo sigh!)
Una media d’età anagrafica di 45 anni, quella mentale la avvicinerei più ai 12.
Chi infatti pensa che la mela d’oro di Eris fu il motivo più stupido per imbastire una guerra non ha mai visto ciò che ho visto io ieri sera.
Ho visto un bicchiere d’acqua (che oramai dopo mezzanotte era diventato un bene talmente prezioso da poterlo ottenere solo tramite tributo di sangue) scatenare occhiate degne di Medusa, gente che si toglieva dalla forchetta il cibo imbastendo delle assurde guerre a colpi di cucchiaiate mimando una Star Wars de noartri, tapini che cercavano inutilmente un angolo 2×2cm su cui poggiare il piatto per tagliare la carne sfidando ogni legge della fisica a noi nota, donne che usavano il loro tacco 9 come arma impropria per raggiungere il vassoio della mozzarella…
Sono cose che segnano queste …
L’arma della Pannina in questo caso è stata la cosidetta “cicca salvataggio”, ovvero rollarsi una sigaretta ogni mezz’ora e levarsi dalla bolgia infernale di tardo adolescenti presenti in sala.
Perso il tango per una sera, che in tutto questo ambaradan non ha trovato casa, ho guadagnato invece la conoscenza di una persona brillante che ha decisamente aiutato a sollevare la serata. Grazie dd!
E ora vado a mangiare tutto quello che ieri miè stato sottratto meschinamente a colpi di forchette e tacco 9…

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