Le invasioni tanghiche
Tutto era perfetto.
Perfette le tre gonne lunghe al punto giusto, perfetto il trucco, perfette le scarpe da tango nelle loro preziose custodie, perfetti i nostri animi pronti a segnare la pista della milonga a colpi di tacco.
Tre perfette donne-donne tanghiche pronte a conquistare la notte.
Perfetto è stato anche il diluvio che, puntuale, si è presentato con un biglietto da visita grande come il cielo che a caratteri cubitali riportava scritto: “questa milonga non s’ha da fare”.
Momento di sconforto. L’ego tanghico traballa un po’. L’ego della donna-donna che è in noi, no.
Ok. Abbiamo recepito il messaggio. Niente milonga ma ciò non impedisce una bella cena in cui rendere omaggio ai nostri fegati e alle nostre orecchie.
Così ci siamo calate, con fare da elegantissime vichinghe, nel ristorantino in cui un tavolo non aspettava che noi.
Non c’è stato neanche bisogno di accordare gli strumenti dei nostri pensieri e delle nostre lingue. Nello stesso momento in cui è arrivato il cestino del pane -attaccato con velocità felina- si sono aperte le dighe di fiumi di parole.
Come tre amiche consumate si parte con gli aggiornamenti sulle proprie vite e si va avanti con mezze confessioni, ricordi tirati fuori dalle pieghe dei nostri eleganti vestiti, momenti di amarezza spazzati da esplosioni di risate taglienti come un machete, il tutto intervallato da prosciuttini, formaggi, primi, secondi e contorni e una bottiglia di vino che sciacqua via ogni ritegno e ogni pensiero inerente alla bilancia del giorno dopo.
Un bicchierino di limoncello comunica la fine della cena e teoricamente anche della serata ma alla vista di un cielo improvvisamente stellato l’ego tanguero ritorna prorompente.
Sia mai che .. forse … per caso …
E via a recuperare le scarpe e gonfie di (vana) speranza ci dirigiamo verso la location della milonga mancata.
Eh si che farsi due giri di tango con qualche bel tanguero-montenegro sarebbe stata una degnissima chiusura della serata ma davanti ad una milonga vuota non si può che rimandare i balli ad un’altra sera.
Un’altra sera di tacchi, gonne e parole molto pulp che avrebbero reso Tarantino (nostro signore delle colonne sonore) orgoglioso di noi.
on air: The Coasters - Down in mexico



