Bestiario tanguero #2
Ognitanto ricevo qualche segnale di vita da G. che, beata lei, mi scrive da oltre oceano, dalla terra in cui splende sole, caldo e tango!
Le rispondo felice di sentire il suo entusiasmo e con un pizzico di invidia … che noi qua siamo ancora alla ricerca di bei tanghi, ballerini decenti e milonghe non rubate ai bar…
E ripensando alla situazione tanguera nostrana non poteva non venirmi in mente di riprendere il mio bestiario tanguero, lasciato incompleto tempo fa e ripreso in mano oggi per la gioia di grandi e piccini.
Un bestiario che, nonostante io balli da neanche un anno, si sta riempiendo sempre di più di interessanti e curiosi casi di studio.
Se l’ultima volta ho svelato gli altarini del tanguero in pista, impegnato a trasudar tango y pasion da ogni poro, oggi tocca al tanguero a bordo pista, ossia il tanguero visto e analizzato durante il rito più delicato e controverso del tango: l’invito.
Il tanguero Denim : vi ricordate quella pubblicità anni 80 il cui slogan era “Denim, per l’uomo che non deve chiedere mai!” ? Ecco, il nostro deve essersi ispirato a quella pubblicità per affinare la sua tecnica di invito.
Lui effettivamente non chiede mai di ballare. L’uso della parola è sorpassato e abbandonato in favore della mimica corporea.
Incurante del fatto che tu possa essere in quel momento disponibile o meno al ballo, impegnata a parlare con qualcuno o girata di spalle all’intera sala, lui viene da te, ti si piazza trionfante davanti (possibilmente anche a 5 centimetri dalla faccia) e ti invita a ballare con un rapido cenno di testa e pollice alzato indicante la pista. Non una parola. Non un sorriso. La possibilità di un rifiuto non viene neanche minimamente contemplata da questa tecnica infallibile (???) di approccio. Un perfetto Fonzie anni 2000 da milonga.
Il rifiuto ideale sarebbe un altrettanto efficace ed inequivocabile gesto, rapido e silenzioso, fatto con la mano sventolante di fronte alla faccia significante: ma sei fuori?!
Il tanguero do-cojo-cojo : per lui l’invito è un qualcosa che purtroppo va fatto per arrivare al suo obiettivo principale: ballare.
Non si cura neanche lui di vedere se la dama è impegnata in conversazione, sta bevendo al bar, sta correndo alla toilette o è stramazzata sulla sedia grondante di sudore nel tentativo di riprendersi dall’ultima devastante tanda di milonghe. Lui ha da ballà!
Per questo individua il maggior numero di donne concentrate possibilmente nel minor spazio possibile e lì si butta a capofitto.
Inizia a chiedere in modo abbastanza sbrigativo alla prima donna di ballare. Se questa rifiuta non se ne fa un cruccio e passa immediatamente alla seconda a fianco e così via fino ad esaurirle tutte.
La sua tecnica è quindi rapida, indolore, studiata per il massimo rendimento con il minimo sforzo, basata sulla legge dei grandi numeri, destinata purtroppo al massimo fallimento. (e vi devo anche spiegare perchè?)
Il tanguero lumaca : solitamente è anche un bravo ballerino, molto educato e gentile. E’ uno dei pochi che si preoccupa di capire se la dama che ha puntato è effettivamente disponibile al ballo.
prima di buttarsi nell’invito ne studia l’espressione (è felice? incazzata? nervosa?), la postura che tiene mentre parla con l’amica (è in una discussione importante? posso interromperla? sta semplicemente facendo due chiacchiere leggere mentre aspetta qualcuno che la inviti?), calcola con chi ha ballato prima e se ha già appioppato qualche rifiuto a qualche tanguero (ha rifiutato perchè ha male ai piedi? perchè non le andava di ballare con il tipo? ballerà con me che sono principiante?), si assicura di essere pronto a ballare (mossa della conchetta con la mano per testare l’alito, annusata veloce all’ascella, tastata generale alla camicia per vedere se e quanto è sudata etc).
Dopo questo studio preliminare decide che sì, può invitare quella dama.
Peccato che nel frattempo quest’ultima sia stata invitata da altri quattro ballerini …
Il tanguero del dubbio : E’ colui che ti lascia senza parole.
E’ colui che se sei presa in una conversazione fitta-fitta con un amico/a, ti interrompe per chiederti: “scusa vuoi ballare o stai parlando?”.
E’ colui che se sei in fila da 15 minuti al bar della milonga, con le bave alla bocca dal desiderio di recuperare un po’ di liquidi persi con una bella bibita ghiacciata e sguardo assatanato nel tentativo di carpire l’attenzione dello sfuggente cameriere, ti tira per una manica e ti chiede: “scusa vuoi ballare o stai per prendere qualcosa da bere?”.
E’ colui che se ti stai cambiando le scarpe a fine serata, raggomitolata in 10 centimetri quadrati, con addosso un anfibio e una scarpetta tacco 9, ti si abbassa vicino e ti chiede: “scusa vuoi ballare o stai andando via?”.
Che dire … un mito…
Il tanguero squalo : è forse fra i più subdoli. Non è un gran ballerino e il suo modo di “vendersi” in milonga lascia a desiderare. Il numero di rifiuti ricevuti è alquanto consistente ma nonostante tutto non si lascia intimorire.
Dalla sua sa di avere ideato una strategia per invitare che funziona.
Ha abbandonato l’approccio diretto. Lui studia la sua preda per un po’. Le ronza intorno, si piazza strategicamente a fianco, dietro le spalle, di fronte, possibilmente a portata di sguardo, la segue in giro per il locale. Lui c’è sempre, ovunque.
La ballerina più smaliziata che conosce questa tattica di conseguenza mette in pratica la tecnica del “non ti vedo”.
Con la coda dell’occhio sa dov’è il predatore e si piazza strategicamente sempre con le spalle nella sua direzione, sposta velocemente lo sguardo altrove, sulle scarpe dei ballerini, sulla crepa sul soffitto, sul sul foruncolo sul tallone.
Se il predatore si avvicina troppo fa finta di cercare il telefonino in borsa, fa una smorfia di dolore inscenando un crampo al mignolo della mano, si mette a parlare come un’amica di vecchia data con il primo sconosciuto che passa ignaro davanti a lei.
Questa silenziosa e disperata danza può continuare anche per svariato tempo durante la serata finchè la preda fa l’errore di distrarsi e di non curarsi più di dove sia finito il predatore… e sarà in quel preciso momento che il tanguero squalo attaccherà, nel momento di maggior debolezza della sua preda…
Il tanguero del pianto : in linea di massima trova sempre con chi ballare. La sua tecnica di invito non ha nulla che non vada. In generale non è invadente, maleducato nè strafottente.
Il suo unico neo è che non sa accettare un rifiuto, per quanto gentile, garbato e onesto sia.
Davanti ad un “no, ti ringrazio” è come se ricevesse una pugnalata nel cuore e le sue reazioni possono variare.
Può avere la reazione “mi hanno ammazzato bambi”, con occhio lucido e spalancato, testa inclinata a lato e con fare molto bambinesco ti chiede “ma come…neanche uno?! daiiiiiii”.
O la reazione “ciclo del mese” in cui di fronte alla gentilezza ed educazione dimostrata dalla dama nei suoi confronti, lui sbotta con una sonora scrollata di spalle e mani al cielo, sbraitando “eh vabbeh ah!! okok!” e se ne va infuriato.
O la reazione “parliamone” che prevede dimostrazione di offesa, orogolio ferito, insofferenza accompagnata dalla mossa di sedersi a fianco della ballerina in questione chiedendole perchè non vuole ballare…
Il tanguero millantatore : solitamente è un ballerino abbastanza bravo, la milonga è terreno di public relations per lui, dovunque si gira conosce, saluta, bacia e abbraccia qualcuno. E’ nel suo territorio e lo sa.
E sa di poter contare su un discreto numero di donne che non gli diranno mai di no e altre che vorrebbero tanto ballare con lui.
Per questo si sente in dovere di ballare con tutte o per lo meno di assicurare che lo farà.
A questo proposito andrà in giro per la sala e mentre saluterà il suo ultimo amico arrivato in milonga, ne approfitterà per assicurarti che la prossima tanda la farà con te … anche se tu non gli hai chiesto nulla!
Al che per educazione e anche perchè in fondo una tanda con lui non ti dispiacerebbe, rifiuti altri inviti e aspetti che il bel tenebroso torni a reclamarti a tempo debito.
Peccato che a tanda iniziata lo vedi andare in pista con un’altra … e come te altre 4 o 5 signore stanno facendo altrettanto…
Il top è raggiunto quando, durante i riti di saluto a fine serata, lui viene da te, ti bacia e abbraccia e ti dice “e cavoli neanche stasera abbiamo ballato!!! dai faremo la prossima volta! promesso!”
…sigh!
Ecco .. dopo tutto questo io mi chiedo … perchè non usare anche qui in Italia il rito della mirada y cabeceo?!



Mi hai aperto un altro mondo!!
D.