L’invasione degli ultracorpi con le tette …in corsia
E’ sempre un piacere svegliarsi la mattina, prendere il proprio tazzone fantozziano di caffè, mettersi al pc e farsi venire immediatamente un’ulcera leggendo certe notizie.
Ho dovuto rileggerlo qualcosa come 5 volte prima di capacitarmi di cosa veramente dice questo articolo: le donne medico stanno diventando troppe e gli uomini corrono ai ripari.
Leggendo l’articolo si deduce che l’intero organico medico maschile nazionale si sta preoccupando del paziente del domani.
In termini di corretta preparazione del medico curante a sua disposizione? Della disponibilità di macchinari moderni e funzionanti? Di una struttura sanitaria che funzioni bene e nel pieno rispetto del cittadino?
Macchè.
Ci si preoccupa che il paziente uomo del domani sia costretto a farsi controllare i gioielli di famiglia da una donna o che si ritrovi a farsi cambiare la padella da un uomo e non da una infermierina tutta di bianco vestita o ancora che scompaiano (scomparire?!? cioè o ci date un chirurgo uomo o niente??) le figure professionali più prestigiose della medicina che, come scritto, ora come ora sono rigorosamente monosex (e tali evidentemente devono rimanere…?)
E da qua scatta l’allarme, la denuncia!
“Affrontiamo in modo diverso il futuro altrimenti alcune specialità, soprattutto quelle che oggi sono monosex, andranno in crisi.”
“Dobbiamo studiare un sistema tale da garantire qualità e potenzialità senza ridurre l’offerta.”
“Sono in pericolo, per quanto riguarda l’arte di Ippocrate, le riserve chiuse, per tradizione, alle donne. Come le chirurgie, le alte specializzazioni (neurochirurgia, cardiochirurgia) e, naturalmente quelle che riguardano la cura di malattie e apparati intimi.”
A questo punto, dopo il quinto sorso di caffè andatomi di traverso, sono andata in giro per il web a vedere se qualcuno aveva scritto altre perle splendide riguardo questa spinosa situazione.
E guarda caso incappo in un articolo di ben 3 anni fa, riguardante lo stesso increscioso allarme strillato ai quattro venti dalle coste britanniche.
Anche qua saltiamo a piè pari perle di saggezza quali:
“Oltre il 60 per cento dei medici è di sesso femminile; saranno probabilmente sufficienti una decina di anni per vedere mutate le caratteristiche di una professione che, a parere di molti, si basa sul comportamento carismatico di uomini dalla forte personalità.”
“Carol Black ammette le proprie perplessità: “Stiamo femminilizzando la medicina, da sempre una professione dominata dai maschi. Come possiamo essere certi di mantenere la nostra influenza?” ”
“Guardiamo cosa è accaduto all’insegnamento, ha proseguito la Black, dove il ricambio di genere tra i docenti ha pesantemente influito sul degrado del sistema.”
Come detto, andiamo oltre perchè già ci si fa un’idea più chiara di quale sia il vero nocciolo del problema.
Non si parla di un caritatevole senso di protezione verso il povero paziente maschio che presto rischierà di trovarsi in mano a medici con le tette bensì di un serio e tangibile pericolo per i dirigenti nonchè cardiochirurghi ed esimi professionisti medici di vedersi scippare le poltrone del potere da sotto le chiappe.
Se d’altra parte la matematica non è un’opinione, man mano che aumentano in proporzione le donne medico aumentano per loro le possibilità di salire nelle alte sfere del potere e di guadagnare di più.
Ma poi, leggendo l’articolo, alla fine c’è da tirare un sospiro di sollievo.
Abbiamo pensato troppo male di questi uomini .. non è vero che hanno paura che i pazienti non si facciano visitare dalle donne, non è neanche vero che hanno paura di perdere soldi, prestigio e potere a favore del gentil sesso … è che non vogliono “che le donne siano costrette, decidendo di intraprendere la carriera sanitaria, a rinunciare a gran parte delle proprie aspirazioni in nome della professione.”!!
Che teneroni … e noi che pensavamo male…



Mi sono andati di traverso la cena, la coca cola che stavo bevendo, il fumo della camel, i coglioni (sorry :roll:) che non ho