Precious things
Dopo aver comprato la magliettina ricordo (mio rito di sempre per certi eventi musicali), aver bevuto una birretta e aver fumato diverse sigarette nell’attesa, è arrivata: un pò altera, un pò teatrale, pò vestita in modi assurdi, un pò…. bionda?!?!
La mia Tori Amos, la rossa più rossa per eccellenza.. bionda? Con capello liscio oltretutto?!
Ho un momento di cedimento, penso che, nonostante la posizione assolutamente centrale e priva di ostacoli nel cono visivo verso la mia beniamina, mi sia partita una lente o che ho allucinazioni dalla troppa emozione.
No, è proprio bionda e fa scivolare violentemente i primi sei brani in faccia. Brani che schivo abbastanza facilmente. Sono dei brani degli ultimi album che non conosco bene, non mi toccano, non mi acchiappano.
Pausa. Cambio di costume e Tori Amos torna sul palco … questa volta il capello rimane si liscio ma è rosso!
Quando intona le prime note di Crucify tutti i miei sensi si risvegliano quasi dolorosamente, in modo violento. Ecco la Tori che aspettavo!
L’animale da concerto che è in me scalpita, ho difficoltà a stare seduta, fosse per me schizzerei come una molla praticamente in braccio a Tori cantando Why do we crucify ourselves? con mani al cielo!
A tradimento comincia Take to the sky ed io sono al quarto orgasmo consecutivo… Tori, guardando come si muove fra le due tastiere, deve essere in una sorta di nirvana dei sensi. Non si capisce dove finisca il piano e dove cominci lei.
Si arriva al momento più atteso : Lei e il suo Bösendorfer.
Winter. E’ la Tori che ho imparato ad amare così intensamente, con la sua voce cristallina, i suoi sospiri, le sue pause da togliere il respiro… un incontro personalissimo ed intimo fra lei ed il suo piano in cui ci permette di entrare in punta di piedi, trattenendo il fiato.
Solo tre canzoni di piano solo. Poche. Troppo poche e quando torna già la band sul palco nuovamente mi sento un velo di leggerissima delusione addosso.
Velo che viene squarciato da una struggente Northern Lad che entra sotto la pelle come una lama.
..and if you could see me now …mi vedreste immobile, con i brividi dovunque… non riesco quasi a muovermi sulla sedia e sento qualche lacrima scendermi sulla guancia… (e ancora oggi solo a pensarci ho la pelle d’oca..)
Mi riprendo da questo stato di trance con God e a seguire altre canzoni degli ultimi album, tra cui fanno capolino qua e là vecchie glorie come Precious things e le ultime due canzoni che chiudono il secondo bis ed il concerto: The Waitress e Hey Jupiter.
Lei è coinvolgente, prorompente nella voce e nel corpo e quando si abbandonano le luci e gli effetti speciali dei nuovi brani, che sembrano un po’ dolci preconfezionati ad arte, si scopre una Tori che possiede la chiave per entrare nell’anima di una musica intima che rapisce e cattura … peccato che questa chiave, ieri sera, sia stata usata poco rispetto a quanto ci si aspettava…
on air: Tori Amos - Northern lad



Ecco la’, quasi ogni volta che ti vedo o leggo mi fai venire la pelle d’oca… quasi quasi ogni tanto mi scende pure una lacrimuccia, gia’… sei una CRIMINALE!!! Ma quanto ti adoro
Northern Lad e’ la mia “Tori canzone” preferita di sempre… e grazie, grazie mille volte grazie di averla messa sul radioblog. Senno’ avrei ribaltato in preda al panico tutti i cd (non miei) che avevo intorno x trovarla e poterla riascoltare!!!
In questi momenti, solo in questi, mi esce uno spirito fottutamente femminista.
Woman power!