20
Apr 07

L’insostenibile leggerezza dell’essere

E’ un’illusione pensare che siamo noi a scegliere i libri. Sono loro a scegliere noi, sono loro a farsi scegliere e di questo continuo ad essere convinta.
Erano settimane che cercavo disperatamente qualcosa da leggere, qualcosa che non si limitasse a riempire qualche ora prima di andare a dormire ma qualcosa che mi prendesse completamente, mi facesse riflettere, che mi desse qualcosa.
Radiguet, Goethe, Bunker, Steinbeck, persino il mio amato Shakespeare non è stato in grado di saziare questa strana sete fino a quando, cercando una dispensa di progettazione mi sono ritrovata in mano questo libro: L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera.
Stranamente non l’ho rimesso subito al suo posto, l’ho guardato cercando di ricordare se e quando l’avevo letto.
Pochi ricordi confusi. Letto si, forse al tempo del liceo ma non riuscivo a farmi una fotografia chiara di quel libro.
Pagina 92, a caso leggo.

Ancora adesso non so se sia dovuto a questo mio particolare momento che sto vivendo, ad una mia particolare predisposizione d’animo o cos’altro ma era da tempo che un libro non mi rapiva così.
Tuttora non riesco a trovare parole per descriverlo, per descrivere quello che ha smosso dentro perchè è un libro che smuove, ribalta, mette in discussione , afferma e domanda.
Lascio solo alcune citazioni … e lascio a tutti voi il consiglio spassionato di leggerlo e assaporarlo…

“Tutti noi consideriamo impensabile che l’amore della nostra vita possa essere qualcosa di leggero, qualcosa che non ha peso; riteniamo che il nostro amore sia qualcosa che doveva necessariamente essere; che senza di esso la nostra vita non sarebbe stata la nostra vita. Ci sembra che Beethoven, in persona, torvo e scapigliato, suoni al nostro grande amore il suo ‘Es muss sein!’.”

“Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future. […]. Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone. L’uomo vive ogni cosa subito, per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza avere mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre ad uno schizzo. Ma nemmeno ’schizzo’ è la parola giusta, perché uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro.”

“Ma non è invece giusto il contrario, che un avvenimento è tanto più significativo e privilegiato quanti più casi fortuiti intervengono a determinarlo? Soltanto il caso può apparirci come un messaggio. Ciò che avviene per necessità, ciò che è atteso, che si ripete ogni giorno, tutto ciò è muto. Soltanto il caso ci parla. […] La nostra vita quotidiana è bombardata da coinicidenze o, per meglio dire, da incontri fortuiti tra le persone e gli avvenimenti chiamati coincidenze. Una coincidenza significa che due avvenimenti inattesi avvengono contemporaneamente, si incontrano […]. La stragrande maggioranza di queste coincidenze passa del tutto inosservata.”

“Perchè proprio in questo modo sono costruite le vite umane.
Sono costruite come una composizione musicale. L’uomo spinto dal senso della bellezza, trasforma un avvenimento casuale in un motivo che va poi a iscriversi nella composizione della sua vita. Ad esso ritorna, lo ripete,lo varia, lo sviluppa, lo traspone, come fa il compositore con i temi della sua sonata. […]. L’uomo senza saperlo compone la propria vita secndo le leggi della bellezza persino nei momenti di più profondo smarrimento.”

“Chi tende verso ‘verso l’alto’ deve aspettarsi prima o poi di essere colto dalla vertigine. Che cos’è la vertigine? Paura di cadere? Ma allora perchè ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera? La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.”

“Gli uomini che inseguono una moltitudine di donne possono facilmente essere distinti in due categorie. Gli uni cercano in tutte le donne la donna dei loro sogni, un’idea soggettiva e sempre uguale. Gli altri sono mossi dal desiderio di impadronirsi dell’infinita varietà del mondo femminile oggettivo.
L’ossessione dei primi è lirica: nelle donne essi cercano se stessi, il proprio ideale, e sono sempre e continuamente delusi perchè l’ideale, com’è noto, è ciò che non è mai possibile trovare. Poichè la delusione che li spinge da una donna all’altra dà alla loro incostanza una sorta di scusa romantica, molte donne sentimentali sono commosse dalla loro ostinata poligamia.
L’altra ossessione è un’ossessione epica e in essa le donne non trovano nulla di commovente: l’uomo non proietta sulle donne alcun ideale soggettivo, perciò ogni cosa lo interessa e nulla può deluderlo. E proprio questa incapacità di rimanere delusi ha in sé qualcosa di scandaloso. Agli occhi della gente, l’ossessione del donnaiolo epico appare senza riscatto (senza il riscatto della delusione).
Poichè il donnaiolo lirico insegue sempre lo stesso tipo di donna, nessuno si accorge che egli cambia amante; gli amici gli causano continui malintesi, perchè non sono capaci di distinguere le sue amiche e le chiamano tutte con lo stesso nome.
Nella loro caccia alla conoscenza, i donnaioli epici (e a questa categoria appartieneovviamente Tomàs) si allontanano sempre di più dalla bellezza femminile convenzionale, della quale si stancano presto, e finiscono irrimediabilmente per diventare dei collezionisti di curiosità.”

“Tomas si diceva: fare l’amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse ma quasi opposte. L’amore non si manifesta col desiderio di fare l’amore (desiderio che si applica ad una infinitàdi donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica ad un’unica donna).”

by Pannasmontata | Trackback | 10 comments

10 commenti


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21 Apr 07 katychan said:

Io l’ho letto alle superiori,non ho capito la fine, anche se tutt’ora me la ricordo. Di sicuro ha degli spunti e delle parti geniali, per il resto è un po’ troppo per me… un po’ in tutti i sensi…
Mi stregava l’idea però dei quadri con le crepe che faceva l’amante mi pare… Mi davano un’idea così forte di realtà…

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23 Apr 07 Ester said:

La mia copia è ancora lì sullo scaffale…

Non ricordo più quando la comprai.. però ricordo che mi “chiamò”.. risposi solo a metà visto che ancora non l’ho letto.

Però ce ne sono tanti che mi hanno “catturata” nel frattempo.. unica nota dolente: ultimamente leggo molto poco.. Una cosina ogni tanto giusto per..

Peccato…… :roll:

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23 Apr 07 Elisa said:

la mia copia è ancora incartata sullo scaffale…magari un giorno o l’altro arriverà il momento di leggerlo…:???:

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23 Apr 07 Van der Blogger said:

“Chi tende verso ‘verso l’alto’ deve aspettarsi prima o poi di essere colto dalla vertigine. Che cos’è la vertigine? Paura di cadere? Ma allora perchè ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera? La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.”

Mi sono sempre chiesto che libri legge Lorenzo Cherubini “Jovanotti”.
FInalmente ho trovato la risposta…

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23 Apr 07 Sig.naFelicita said:

in questo momento voglio fortemente una coincidenza chiara e inequivocabile che mi indirizzi, che mi spieghi..
e voglio anche che lui desideri dormire con me :sad:

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23 Apr 07 marco said:

Lessi questo libro tempo addietro, ora mi sono ritrovato per amor di una donna, ad andare a cercare dentro di esso quel senso di assoluta profondità che mi lasciò…
Lo trovo semplicemente straordinario..
Lasciatevi trasportare…ne rimarrete soddisfatti…

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24 Apr 07 Pannasmontata said:

Katy: secondo me è uno di quei libri che devono essere letti quando uno sela sente,altrimenti è una lettura persa.

Ester: pure io ultimamente ho letto pochissssimo..infatti sto cercando di rifarmi un po’! in fondo senza libri non so stare!

Elisa: sicuramente arriverà :wink:

Van der: questame la spieghi un giorno… :???:

Signorina: io più che coincidenze vorrei solo una strada da seguire ..vedi tu ;)

Marco: verissimo!

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24 Apr 07 Sig.naFelicita said:

io invece vorrei qualcosa che mi faccia intuire la soluzione per uscire da questo stagno..:neutral:

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20 Oct 07 gisleyn said:

Forse Tomas ha ragione……. si vive solo una volta…….. perche non rendere la vita nostra piu’ varia possibile???

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04 Mar 08 anna said:

semplicemente favoloso.lo lessi circa un anno fa,e ora più che mai ne sento il bisogno..e se davvero tutto fosse goveranto dall’ess muss sein?pensieri e confusione.stanotte i miei occhi resteranno aperti..

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